Memoria e impegno nel giorno del ricordo delle vittime di mafia

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È Milano la città scelta quest’anno per celebrare la ventottesima edizione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Organizzata da Libera, da quasi tre decenni questa giornata, riconosciuta ufficialmente dallo Stato attraverso la legge n. 20 dell’8 marzo 2017, vede crescere anno dopo anno il numero dei protagonisti che affiancano l’associazione guidata da don Luigi Ciotti: una vasta rete fatta di associazioni, scuole, realtà sociali, enti locali, e il sindacato unito.

Lo slogan scelto per questa edizione, “È possibile”, mette bene in evidenza non solo il lungo impegno profuso quotidianamente da migliaia di cittadine e cittadini nella lotta alla cultura mafiosa ma anche la fiducia che ancora si nutre in un cambiamento deciso che porti alla sconfitta di organizzazioni criminali, mai come adesso così radicate nei tessuti vitali – dall’economia al lavoro – della nostra società, da Nord a Sud. Il concentramento è previsto alle ore 8,30 a Porta Venezia. Da lì, alle ore 9 un corteo si dispiegherà fino a piazza Duomo. Alle ore 11,00, dal palco si terrà la lettura dei nomi delle vittime delle mafie.

Libera ha scelto nel 2023 di proporre la manifestazione a Milano, dopo Padova, nel 2019. Ancora una città del Nord perché il capoluogo lombardo, come tante altre città di questa zona d’Italia, è da sempre considerato un terreno fertile per le mafie e la corruzione. Lo testimoniano i processi, in corso in tante regioni, dai quali emergono inquietanti condizioni di asservimento e di inquinamento della vita pubblica in tutte le sue espressioni. Se per la rete di Libera la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie costituisce un punto di arrivo e di ripartenza, in cui dare spazio anche alla denuncia della presenza delle organizzazioni criminali e delle connivenze con politica, economia e massoneria deviate, per il sindacato unitario la manifestazione si lega anche al complicato momento storico in corso.

«Con la crisi ambientale, sociale ed economica aggravata dalla pandemia e la vulnerabilità politica internazionale provocata dalla guerra – fanno sapere Cgil, Cisl e Uil, presenti in piazza con un proprio striscione – abbiamo il dovere di indicarci insieme la strada, di dirci dove può e deve portarci il nostro impegno comune».

Anche lo Spi Cgil nazionale sarà presente a Milano con una sua delegazione. «Siamo dinanzi a un miracolo di partecipazione democratica», afferma il Segretario nazionale, responsabile del dipartimento Politiche sociali e legalità del Sindacato dei pensionati, Lorenzo Mazzoli. «Un evento diventato importante e non rituale. Per quanto ci riguarda il tema della legalità è parte strutturale parte della nostra storia: decine di sindacaliste e sindacalisti sono caduti vittime della violenza mafiosa dal dopoguerra a oggi. I loro nomi e le loro storie, raccolti oggi nel volume Terre e Libertà, pubblicato dalla nostra casa editrice LiberEtà si trovano tra gli oltre mille che verranno letti in piazza Duomo, a Milano. Con questo libro abbiamo voluto onorare la loro memoria e allo stesso tempo trasmettere alle nuove generazioni l’esempio civile rappresentato dalle loro vite. Poi c’è l’attualità con il lavoro svolto ogni anno nei campi della legalità insieme ai giovani; l’impegno, la guida Nelle nostre mani è un esempio, nell’informare e aggiornare i nostri attivisti e i cittadini sui beni confiscati ai mafiosi e, infine, la nostra attività di contrattazione con gli enti locali perché riutilizzino a fini sociali i beni dei boss presenti sul territorio».

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