Truffatori di cuore. Sembra amore ma è un tranello

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In inglese vengono definiti “romance scammers”. Sono i pirati informatici che instaurano in rete rapporti sentimentali o di fiducia con persone alle quali poi sottraggono denaro o informazioni

Un colpo doloroso. Milioni di persone usano la rete per varie attività, tra cui interagire con altri per fare amicizie e, a volte, intraprendere anche relazioni sentimentali. Un fenomeno che negli anni della pandemia è aumentato, non senza conseguenze negative. Perché anche in questo ambito in molti sono pronti ad approfittarsi del prossimo, colpendolo proprio dove fa più male.

Sono i “truffatori sentimentali” (romance scammers, in inglese) e non sono altro che pirati informatici che, stringendo amicizia con la vittima e instaurando un rapporto di fiducia e sentimentale, cercano di sottrarle denaro o informazioni.

Tra il 2021 e l’inizio del 2022, questo tipo di truffa è cresciuto del 118 per cento in Italia, con oltre quattro milioni e mezzo di euro sottratti. Le vittime hanno intorno ai cinquant’anni, prevalentemente donne, spesso con figli, che vivono da sole e alle spalle una relazione finita.

Le truffe romantiche colpiscono invece meno gli uomini, anche se non mancano casi di raggiri da parte di imbroglioni che si spacciano per donne, il più delle volte modelle o ricche ereditiere.

Tra il 2021 e l’inizio del 2022, questo tipo di truffa in Italia è cresciuto del 118 per cento, con oltre 4.500.000 di euro sottratti

Falsi profili. In generale, i truffatori usano foto e informazioni false, rubate a profili reali. Gli impostori si fingono spesso ricchi professionisti, come avvocati o medici, o magari soldati di altri paesi. Una volta raggiunta la piena fiducia, promettono di fissare un appuntamento dal vivo, inventandosi poi un imprevisto per giustificare il quale usano le scuse più diverse: un incidente, una malattia improvvisa, un furto…

Chiedono così alla vittima di pagare il conto dell’ospedale, di un viaggio o di altre spese. A volte, dopo il primo versamento, continuano a inventarsi problemi e a chiedere alla vittima altro denaro. La truffa va avanti finché la vittima non si insospettisce o il lestofante sparisce senza lasciare traccia. Le truffe romantiche passano per diversi canali.

Su app di messaggistica come WhatsApp la vittima è contattata con la scusa di aver avuto il numero da un amico o di averlo trovato on line. In questo caso, il truffatore non crea un profilo personale: il raggiro è più semplice, ma è anche più difficile che la vittima si fidi di un numero sconosciuto. Su Facebook i profili personali sono più elaborati e contengono molte informazioni e foto.

Per crearne uno fasullo ci vuole tempo e una discreta abilità. Imparare a difendersi. Per difendersi, bisogna imparare a riconoscerle, cominciando con il tentare di capire se chi ci contatta è reale o no. Di solito le persone non hanno un solo profilo social e sono presenti on line con informazioni sul lavoro o altro: se si trovano account corrispondenti o altre informazioni, probabilmente la persona esiste davvero.

Una buona pratica è anche quella di controllare su un motore di ricerca le immagini del profilo, per essere sicuri che non ci siano segnalazioni da parte di altri utenti. Bisogna anche stare attenti alle chat: i messaggi hanno spesso molti errori o mischiano varie lingue, perché scritti con programmi di traduzione online non sempre precisi. Inoltre, di solito sono molto generici e non calibrati sul profilo della vittima.

Se si rimane vittime di queste frodi non ci si deve vergognare. Bisogna contattare subito le autorità e se possibile cercare l’aiuto di una persona vicina

Mai fidarsi. È bene non fidarsi di richieste di amicizia provenienti da sconosciuti. Una regola da seguire è quella di avere contatti solo con persone conosciute nella vita reale o con le quali si ha un qualche tipo di legame.

Se proprio ci si vuole aprire a nuove conoscenze, bisogna stare molti attenti. E se nel corso del rapporto on-line l’altra persona richiede denaro, bisogna evitare sempre di versarlo, segnalando e bloccando subito l’account.

Inoltre, non bisogna mai fornire i propri dati sensibili, come ad esempio indirizzo, password o numeri di bancomat o carte di credito. Anche di fronte a queste richieste è bene interrompere il rapporto e bloccare tutto.

Chi cade vittima di queste frodi non deve vergognarsi, ma contattare le autorità e bloccare carte o conti correnti in caso di condivisione di dati sensibili. E se c’è stato un rapporto protratto nel tempo, potrebbe anche essere necessario rivolgersi a uno psicologo per avere un sostegno e cercare sempre l’aiuto delle persone che si hanno vicino.

(Articolo tratto dal numero di LiberEtà del mese di febbraio.  Per abbonarsi alla nostra rivista clicca qui)