Spirito condiviso

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Guida all’ecologia quotidiana. come funziona l’economia della condivisione? Dare e ricevere in prestito oggetti di vario tipo messi a diposizione dai vicini di casa. Il portafoglio e l’ambiente ringraziano.

Trapano, passeggino, pompa per la bicicletta, gelatiera, impastatrice: la lista degli oggetti che usiamo di rado potrebbe continuare all’infinito. E se non li dovessimo per forza acquistare? In casa l’economia della condivisione (per gli inlgesi sharing economy), nota soprattutto per auto e biciclette, può basarsi semplicemente sui rapporti di buon vicinato. Tutto è partito da un’organizzazione senza scopo di lucro di Berna. Ma oggi è arrivata anche in Italia. Pagando quattro euro per le spese di spedizione, è possibile richiedere l’invio a casa di piccoli adesivi che riportano l’immagine di elettrodomestici, attrezzi o apparecchi per il tempo libero – sino ad arrivare all’accesso al proprio wi-fi (il collegamento senza fili a internet) – che si vuole mettere a disposizione dei nostri vicini, quando ne hanno bisogno. Applicati sulla cassetta della posta, gli adesivi rendono visibili gli oggetti che siamo disponibili a cedere in prestito a vicini di casa e agli abitanti del quartiere. Con doppio vantaggio: sociale, perché cresce il benessere delle persone coinvolte nello scambio e rende migliori i rapporti di vicinato; ambientale, perché il riuso di oggetti già immessi sul mercato fa sì che il loro consumo sia completo e consapevole.

L’idea che c’è dietro questo nuovo modo di fare economia domestica è che i beni di consumo sono in grado di assicurare lo stesso livello di servizio, anche se condivisi, riducendo lo spreco delle risorse naturali e la quantità di rifiuti. I modelli di riutilizzo come, per esempio, la rivendita, lo scambio e i doni ad associazioni, sono già diffusi su larga scala e riguardano tutte le categorie di prodotti. Vengono portati essenzialmente da piattaforme internet che non vendono, ma affittano i prodotti.

Affitto e prestito. Nell’economia della condivisione queste formule risultano meno sviluppate perché pochi beni si prestano facilmente a questo tipo di transazione: libri, Dvd o materiale per il fai da te vengono oggi agevolmente riciclati grazie a siti come Zilok che puntano sulla prossimità tra l’offerente e il richiedente. Mentre il noleggio, per poco tempo, di macchine è un caso particolare che ha qualche difficoltà a decollare. Comunque la consideriate l’economia della condivisione è un bel risparmio. I beni condivisibili rappresentano circa un quarto delle spese delle famiglie e un terzo della spazzatura. In questo modo si potrebbe risparmiare circa il 7 per cento del bilancio familiare e il 20 per cento dei rifiuti.