SOS ludopatia

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Le nuove misure per il contenimento dell’emergenza Covid-19 prevedono anche la chiusura di sale scommesse, sale gioco, bingo e casinò. Tutti luoghi comunemente privi di finestre e di luce naturale, nei quali il distanziamento personale è difficilmente praticabile.

La dipendenza da gioco d’azzardo è una patologia assai diffusa. Più o meno quotidianamente giocano con denaro tra gli otto e i dieci milioni di persone. Le stime epidemiologiche del Centro nazionale di ricerche di Pisa rivelano che la quota di giocatori problematici è in aumento soprattutto tra i giovani e gli ultrasettantenni.

Molti azzardano per curiosità, per vincere soldi e anche, incredibilmente, per stabilire relazioni sociali e fare amicizia. Circa un milione e 300 mila giocatori sono considerati affetti da ludopatia, un disturbo psicologico inquadrato dal sistema sanitario nazionale nella categoria delle dipendenze compulsive.

Ma come sta cambiando il comportamento dei giocatori patologici durante questo lungo periodo di confinamento? «La situazione attuale – spiegano gli esperti dell’Istituto superiore di sanità – può favorire l’emersione della dipendenza all’interno della famiglia ed essere l’occasione per cercare una via di uscita. Purtroppo spesso accade il contrario». La mancanza dell’adrenalina del rischio, nel giocatore abituale, causa stress, inquietudine, aggressività, disturbi del sonno fino al punto di inasprire i rapporti di convivenza e le relazioni familiari.

Cambia la tipologia delle richieste di aiuto

Da diversi anni ormai, l’Istituto superiore di sanità (Iss) gestisce un Telefono verde per le problematiche legate all’azzardo. «È aumentata la quantità delle richieste di aiuto da parte di giocatori in preda a crisi di astinenza. Le telefonate, che prima duravano in media 15 minuti ­– si legge sul sito web dell’Iss, www.iss.it –, oggi si protraggono per almeno 40 minuti. Durante il confinamento forzoso in casa, la consapevolezza di essere preda di un problema è cresciuta. Ogni mese arrivavano al numero verde circa 350 telefonate di giocatori problematici. Dall’entrata in vigore delle norme sul distanziamento sociale, non è cresciuto il numero complessivo delle chiamate ma la loro composizione. Prima chiedevano assistenza per un 50 percento i familiari e per un altro 50 percento i giocatori. Oggi la quasi totalità delle telefonante proviene dagli stessi giocatori. La cognizione di essere in balia di un comportamento ossessivo è aumentata. Le limitazioni oggettive alle occasioni di gioco stanno esacerbando le crisi di ansia. L’insonnia, i pensieri ossessivi, l’aggressività sono le sintomatologie più diffuse».

Il numero verde

Per approfondire i problemi connessi alla ludopatia è possibile consultare la pagina web dell’Istituto superiore di sanità: Covid-19: come gestire le dipendenze. I Numeri Verdi messi a disposizione dall’Iss, oppure chiamare direttamente l’800 55 88 22. Il servizio – anonimo e gratuito – è attivo da lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16.00. L’assistenza di operatori sanitari e di professionisti nella cura del Gap (Gioco d’azzardo patologico) può essere preziosa per incoraggiare il giocatore ad affrontare le diverse situazioni che ruotano attorno alla dipendenza: dalle complicazioni psicologiche e fisiche fino a quelle, da non sottovalutare, di ordine economico e legale.