Combattere la ludopatia con il teatro

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Marginalità, solitudine, povertà. Sono questi i fattori che spingono un numero crescente di uomini e donne a rinchiudersi nelle sale gioco al tavolo verde o di fronte alle slot machine. La ludopatia si diffonde a macchia d’olio anche tra gli anziani, complice la crisi, le crescenti difficoltà economiche, il disagio sociale.

La fascia più consistente delle vittime ha tra i 50 ai 60 anni. Spesso sono uomini che non hanno più un’occupazione e che non riescono a reinserirsi nel mercato del lavoro, ma ancora troppo giovani per andare in pensione. Ma ad aumentare sono anche le donne soprattutto quelle in età di pensionamento, fuori dal mercato del lavoro, a volte vedove, altre volte con un compagno che lavora ancora, con i figli già grandi lontani da casa.

A Reggio Emilia si sta lavorando a un progetto per combattere il fenomeno. Qui i dati sono davvero allarmanti. Nella sola provincia di Reggio sono stati giocati ben 840 milioni di cui 160 andati persi. Lo Spi Cgil ha deciso di scendere in campo, insieme ad Auser e Federconsumatori, per lavorare con la Comunità Papa Giovanni XXIII a un progetto sperimentale: uno spettacolo teatrale per informare i cittadini, dai più giovani agli anziani.

Come ci spiega la segretaria generale dello Spi di Reggio Emilia Marzia Dall’Aglio “lo Spi è in prima linea nella lotta contro la ludopatia. Siamo sempre vicini alle persone che vivono le condizioni di marginalità, anziani in primis. Lo scorso anno avevamo sperimentato la formula dello spettacolo teatrale per sensibilizzare la cittadinanza al tema delle truffe. Quest’anno vogliamo replicare, per affrontare di petto un problema sociale davvero grave che chiama tutti a una grande responsabilità”.

Lo spettacolo si intitola “All’alba vincero’”, diretto e interpretato da Maria Antonietta Centoducati e Gianni Binelli. Gli attori hanno studiato la vita delle vittime di ludopatia fingendosi giocatori e frequentando le sale slot dove hanno potuto analizzare abitudini, atteggiamenti, modi, tempi del gioco, tic, sguardi, parole. E hanno notato che non sono poche le persone che, al culmine della patologia, intrattengono con le macchine da gioco delle vere e proprie conversazioni. I vissuti delle vittime diventano così materiale scenico per rendere con vividezza e autenticità la drammaticità del problema. Lo spettacolo andrà in scena per la prima volta il 13 ottobre e poi varcherà le soglie di teatri, centri anziani, associazioni. Perchè è importante che tutti conoscano il fenomeno e sappiano difendersene.

“Dobbiamo assolutamente sensibilizzare l’opinione pubblica”, dice Dall’Aglio. “Siamo contenti di aver ricevuto il patrocinio di molte amministrazioni comunali. Vuol dire che su questo tema c’è molta attenzione. E sicuramente il fatto che la ludopatia sia entrata tra i Lea (livelli essenziali di assistenza del Sistema sanitario nazionale) aiuta senz’altro a rendere le istituzioni più attente alla questione”.