Alimentazione. L’importanza del potassio. I consigli di Paolo Pigozzi

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Il troppo stroppia. Anche quando è in ballo il potassio, un fondamentale elemento che garantisce il regolare funzionamento di ogni cellula. Conosciuto anche da chi è totalmente digiuno di fisiologia umana perché, nella calda e appiccicosa stagione estiva, ci dicono vada reintegrato con una certa abbondanza mediante beveroni, bustine o compresse per “compensare” le perdite. Soprattutto da chi si muove, fa sport, zappa l’orto o, semplicemente, suda. Male non fa, ripetono. Anzi, più ce n’è meglio è.

Beh, non è proprio così. Ce lo ricorda una comunicazione del ministero della Salute. Assumere troppo potassio con integratori è imprudente e questo rischio va segnalato in etichetta. Per avere un riferimento è utile sapere che le quantità di potassio necessarie per un adulto, fissate dalla Società italiana di nutrizione umana, sono poco meno di quattromila milligrammi al giorno.

Ma chi rischia davvero? Ad esempio, chi ha i reni che funzionano poco e che non sono in grado di eliminare efficacemente il potassio dal sangue e chi assume alcuni farmaci che interferiscono con la ritenzione di potassio nell’organismo. Il ministero suggerisce di sentire sempre il parere del proprio medico prima di assumere integratori di potassio. Sottoscrivo e ricordo che il consumo giornaliero di frutta e verdure, che dovrebbe aggirarsi intorno ai quattrocento grammi (ma nella stagione calda spesso se ne consumano ben di più), è normalmente in grado di assicurare un adeguato apporto di questo nutriente senza bisogno di utilizzare integratori. Un esempio. In duecento grammi di melone o di albicocche si trovano circa seicento milligrammi di potassio. Campioni sono rucola e prezzemolo: in cento grammi di queste aromatiche foglioline troviamo circa 500-700 milligrammi di potassio. La banana, per molti indispensabile contenitore di potassio, segue nettamente staccata: solo 350 milligrammi di potassio per cento grammi.