Welfare. No dei Sindacati dei pensionati a nuovi tagli alla spesa sociosanitaria

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La Conferenza delle Regioni è impegnata nella ricerca di una intesa per individuare i capitoli di spesa sui quali operare i tagli previsti ai bilanci regionali dalle leggi di bilancio 2015 / 2017. Fnp Cisl, Spi Cgil e Uilp Uil: “I Presidenti delle Regioni prendano atto che ogni ipotesi di ulteriore taglio della spesa socio sanitaria avrebbe effetti dirompenti”. 

Le Segreterie nazionali di Fnp Cisl, Spi Cgil e Uilp Uil ritengono che sarebbe inaccettabile che i tagli incidessero sulla spesa sociale e sanitaria. I fondi che afferiscono al sociale, e soprattutto il Fondo sociale e quello per la non autosufficienza, sono infatti ancora largamente inadeguati a fronteggiare un fabbisogno in costante crescita, la spesa sanitaria ha già subito drastici ridimensionamenti rispetto a quanto previsto dal Patto per la salute e già ora non è in grado di reggere l’erogazione puntuale dei Livelli Essenziali di Assistenza appena varati.

Le Segreterie nazionali dei Sindacati dei pensionati auspicano che i Presidenti delle Regioni prendano atto che ogni ipotesi di ulteriore taglio della spesa socio sanitaria avrebbe effetti dirompenti e quindi ritengono che si debbano prendere strade diverse.

Sull’argomento è intervenuta anche la Cgil. “Come abbiamo più volte denunciato – ha affermato Rossana Dettori, segretaria confederale Cgil – le regioni sono tenute a stipulare accordi con lo Stato per conseguire ulteriori risparmi sulle proprie spese, comprese quelle sanitaria e sociale, in base alle cifre indicate nell’Intesa Stato-Regioni dell’11 febbraio. Si tratta di oltre 400 milioni annui di nuovi tagli, e in caso di mancata intesa, il governo ha facoltà di decidere tagli lineari su sanità e sociale”, specifica la dirigente sindacale. “Chiediamo al governo e alle Regioni di fermarsi e scongiurare questa ulteriore mazzata al nostro sistema di welfare che colpirebbe proprio i cittadini vulnerabili, scaricando la manovra finanziaria sulla parte più debole della società”, conclude l’esponente Cgil.