Veneto, in campo contro le mafie

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In Veneto i pensionati della Cgil hanno deciso di combattere la mafia con una serie di iniziative e di mobilitazioni. Già perché nella regione la criminalità organizzata continua a penetrare in molti settori produttivi e si insinua nelle pieghe della vita quotidiana di tanti cittadini.

A Eraclea, un piccolo comune della costa in provincia di Venezia, il sindaco è stato da poco arrestato per collusioni e voto di scambio. La situazione è critica. A spiegarcela è Danielo Tronco, segretario generale dello Spi Cgil di Venezia: “per fortuna la Guardia di Finanza sta facendo numerosi controlli e per ora sono state arrestate circa cinquanta persone, tra cui proprio il sindaco. E non ci dimentichiamo che la sua elezione era stata a dir poco dubbia, con soli 80 voti di scarto rispetto al candidato di centro-sinistra”.
Tronco ci spiega che la situazione è complessa. E che la criminalità è un po’ ovunque: “soprattutto in questi centri della costa, dove c’è una maggiore penetrazione della malavita, legata al settore immobiliare. Per questo crediamo sia giunto il momento di sensibilizzare in modo significativo tutti i cittadini. Educarli alla legalità. Fare in modo che tutti siano a conoscenza della situazione difficile in cui si vive. Solo così ci si può davvero difendere”.

Per queste ragioni giovedì 28 febbraio a Eraclea si terrà una manifestazione promossa proprio dai pensionati della Cgil insieme agli altri sindacati dei pensionati di Uil e Cisl e anche a tutti e tre i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil. Lo Spi è da sempre in prima linea nella battaglia per la legalità. Lo è sempre stato sia a livello regionale che a livello locale. Tronco ci ricorda come ogni anno i pensionati Cgil partecipino e promuovano insieme a Libera e Arci i campi della legalità. “Ogni anno coinvolgiamo decine e decine di ragazzi nel campo antimafia che si tiene a Campolongo Maggiore, nella grande villa confiscata al boss Felice Maniero”.

Insomma, i fatti di Eraclea mettono in evidenza l’alto livello di penetrazione della criminalità organizzata e mafiosa dentro il tessuto economico, sociale e politico nel nostro territorio e dimostrano come tali fenomeni malavitosi ora siano proprio strutturalmente compenetrati nei territori più attrattivi quali le realtà produttive, industriali, economiche e turistiche. Ovviamente ciò comporta una serie di problematiche, in primis la collocazione dei dipendenti delle imprese coinvolte nelle indagini: per il sindacato è un problema da affrontare con la massima attenzione. Come pure quello della stipula di protocolli in materia di appalti, fondamentale per arginare la penetrazione della criminalità in qualunque tipo di attività economica. “L’indignazione non basta”, dice Tronco. “Siamo preoccupati per quanto accade. Un duro colpo alle nostre realtà economiche e produttive. Dobbiamo far sentire la nostra voce forte e chiara contro tutte le mafie, le illegalità e la corruzione”.

Alla manifestazione di giovedì 28 febbraio stanno aderendo tanti altri soggetti, realtà politiche, associazioni. Del resto la collaborazione con gli altri soggetti impegnati nella battaglia per la legalità va avanti da anni. Non a caso saranno proprio i pensionati della Cgil del Veneto a presentare a Mestre domani, mercoledì 27 febbraio, il portale sui beni confiscati realizzato da Libera. Oltre ai campi della legalità, il sindacato dei pensionati organizza da tempo iniziative all’interno delle scuole, per parlare appunto di legalità e di criminalità organizzata. Così, in vista del 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie ha deciso di presentare pubblicamente il portale di Libera, uno strumento preziosissimo per monitorare la presenza mafiosa sull’intero territorio nazionale e per promuovere il riutilizzo dei beni confiscati. “La presentazione del portale – spiega Rosanna Bettella, della segreteria dello Spi Veneto – risulta particolarmente significativa in questi giorni visto che sia nel Veronese e soprattutto, nel Veneziano sono state smantellate presenze mafiose molto radicate sul territorio. Purtroppo, i cittadini molto spesso non percepiscono questo pericolo, perché la criminalità organizzata da noi si muove in modo silenzioso, senza far troppo rumore e le persone ci convivono senza rendersi conto di quanti danni provochi”.  Nella regione ci sono 317 beni confiscati e non ancora assegnati a enti, comuni o associazioni: 116 nel veneziano, 101 nel veronese, 44 nel vicentino, 35 nel padovano, 12 nel bellunese, 5 nel rodigino e 4 nel trevigiano. A questi bisogna aggiungere un altro centinaio di immobili che hanno già ottenuto un utilizzo sociale.
“I beni confiscati alle mafie – conclude Bettella – devono diventare presidi di legalità e devono rimanere a disposizione della collettività. Solo con l’impegno di tutti possiamo sconfiggere questo cancro che sta paralizzando la nostra regione”.
Ecco perché allora la manifestazione di Eraclea assume una grande importanza. Perché solo sensibilizzando tutti si può battere la mafia. Appuntamento per giovedì pomeriggio ore 17 in piazza Municipio.