giovedì 18 Aprile 2024
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Udine, progettare una città a misura di tutti

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Udine, progettare una città a misura di tutti

Da qualche mese Udine è al centro di un progetto di riqualificazione urbana che parte dalla vita dei cittadini. Qualità della vita, qualità delle strade, sicurezza, benessere. Sono le parole chiave di un’iniziativa promossa dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, insieme al Centro Antartide di Bologna e ai tanti altri soggetti che operano sul territorio. Si tratta di un progetto finalizzato a ripensare la città a misura di tutti. Ma in cosa consiste?
I sindacati, e tutti gli altri soggetti coinvolti, dialogano con le istituzioni per migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini del comune di Udine. Come? Più panchine, per esempio. Iniziative a sostegno dell’integrazione dei ragazzi stranieri che non sono nati in Italia. E ancora: potenziamento delle aree verdi, miglioramento dei servizi per muoversi a piedi e con i mezzi pubblici in città.

Pochi giorni fa sono stati presentati i risultati di un’importante indagine condotta tra i ragazzi delle scuole e i loro genitori in uno dei quartieri considerati “critici”, il quartiere Aurora. I risultati dell’indagine Udine sta bene in strada ci raccontano invece di un quartiere diverso, lontano dagli stereotipi. La ricerca ha analizzato ambienti e comfort. Le aree verdi innanzitutto. I servizi, sia pubblici che privati. I trasporti e la vivibilità. Infine, le persone e il paesaggio. Una ricerca importante perché solo dall’analisi dei bisogni si possono pensare risposte e interventi adeguati per migliorare la vivibilità delle aree urbane. L’analisi della percezione su un ambiente di vita, non solo dal punto di vista urbanistico e ambientale ma anche sociale, è base fondamentale per poter operare in maniera più oculata su un territorio. Non è un caso che la ricerca sia stata sviluppata nell’ambito di altri tre progetti che intervengono su aree cruciali come la sicurezza stradale e la riqualificazione urbana. Si tratta di Siamo tutti pedoni, che vi abbiamo raccontato pochi giorni fa proprio sul nostro sito, e di Espertover65, il tavolo di lavoro ministeriale dedicato proprio alla sicurezza stradale degli anziani. Ma c’è anche il tema dell’integrazione e della sostenibilità. Per questo il percorso che è stato avviato a Udine vede coinvolto anche Interreg Mediterranean, una piattaforma europea che lavora per la crescita sostenibile supportando progetti innovativi e pratiche finalizzati a un uso responsabile delle risorse per il miglioramento della vita dei cittadini dell’Unione.

Gli interventi previsti in questa prima fase sperimentale si concentreranno su due aree: nel centro storico e in periferia, nel quartiere Aurora e in via Cividale. Tante le iniziative in programma. Dopo l’indagine, infatti, nei prossimi mesi, tra aprile e maggio, si partirà con una serie di attività che vedranno protagonisti i pensionati da una parte e i ragazzi dall’altra: laboratori per i bambini della scuola primaria, interventi di ripensamento di spazi verdi a basso costo, passeggiate nel centro storico per bambini guidati dagli anziani, attività aperte alle famiglie in cui saranno invece i bambini a mostrare alcune zone della città. E poi una ciclofficina della scuola secondaria Bellavitis aperta anche ai più piccoli e i corsi per l’insegnamento dei giochi di carte che gli over 65 terranno per i più giovani. Insomma dialogo intergenerazionale per riqualificare la città e la vita di tutti i cittadini.

Maria Marion, da poco entrata nella segreteria dello Spi Cgil di Udine, ci spiega che il progetto è iniziato con la precedente amministrazione per una specifica sensibilità del sindaco e della giunta – e continua ad essere condiviso con quella attuale – ed è stato costruito con una precisa volontà di portare le periferie al centro e di non vivere più le periferie come un’entità staccata: “Si vuole educare e far fare esperienza ai bambini e, attraverso loro, stimolare le famiglie alla permeabilità e alla camminabilità del quartiere e del centro città. E guardando ai risultati del questionario, possiamo dire che è davvero fondamentale valorizzare i quartieri periferici ed è assolutamente necessario far dialogare centro e periferia. Mi ha sorpreso sapere che alcuni ragazzini, tra quelli che hanno partecipato all’indagine, non sono mai stati portati in centro città”.

Oltre allo Spi Cgil di Udine e degli altri sindacati dei pensionati Fnp Cisl e Uilp Uil, a sostenere fortemente il progetto è stato il Dipartimento Benessere dello Spi Cgil nazionale che con il centro Antartide di Bologna da anni collabora al progetto Siamo tutti pedoni e non solo. Aver trasferito anche sul territorio questa collegialità e questo spirito collaborativo ha consentito di ottenere risultati eccellenti. Il primo è sicuramente il dialogo con tutte le istituzioni. Tutti gli assessorati del Comune di Udine, infatti, sono stati coinvolti. E i sindacati sono riusciti a portare dentro la contrattazione sociale con le istituzioni istanze importanti per migliorare la vita di tutti. E poi c’è il dialogo con la scuola, la Chiesa, le associazioni. “Come Spi – ha aggiunto Marion – vogliamo favorire tutte le relazioni all’interno del quartiere. Per questo stiamo partecipando anche ai lavori di un tavolo locale. Il dialogo è importantissimo”.

Adesso bisogna esportare queste buone pratiche anche altrove. Le città che si preparano a progettare iniziative analoghe sono Bari, Civitavecchia, Sassari e Ancona. Ma c’è da star certi che l’elenco si andrà via via allungando.