martedì 21 Maggio 2024
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Vaccini. La speranza che dobbiamo agli anziani

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Vaccini. La speranza che dobbiamo agli anziani
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Fare presto
“Vaccinare gli anziani ridurrà la mortalità del 70 per cento”. È scritto a grandi lettere sulla pagina Facebook del sindacato dei pensionati della Cgil che da giorni ha avviato, insieme a Fnp Cisl e a Uilp Uil, una campagna di sensibilizzazione su un tema di cruciale importanza per il nostro paese. La vaccinazione degli anziani è infatti il cuore della battaglia alla pandemia.

Eppure, nonostante le parole di rassicurazione che arrivano da chi gestisce la pandemia in Italia e dall’Europa, che governa in prima linea tutta la partita dei vaccini, per lo Spi Cgil non c’è da stare tranquilli. E molto si potrebbe fare per superare la situazione di stallo nella distribuzione dei vaccini che si è creata in Europa, e non solo.

“Sta accadendo una cosa gravissima”, dice con fermezza la responsabile del dipartimento socio-sanitario dello Spi Cgil Antonella Pezzullo. “L’Europa non sta facendo abbastanza. Gli Stati membri non stanno facendo abbastanza. Le strade da percorrere per assicurare che un bene essenziale alla vita come il vaccino ci sono e sono molte. Sono state percorse per l’hiv, per l’epatite c, per fare solo due esempi”. Quando le chiediamo nello specifico cosa si potrebbe fare in concreto, Pezzullo risponde in modo chiaro: “Si potrebbe sospendere la licenza delle case farmaceutiche, per esempio, ovviamente nel pieno rispetto della proprietà dei brevetti e dietro adeguato compenso. Ma si può fare, è previsto dalle regole internazionali”.

Nel nostro paese i morti under 60 sono pari al 4,4%. mentre quelli over 60 sono ben il 95,6%. Dati che parlano da soli. E che ci dicono che non c’è tempo da perdere. I vaccini servono e subito.


La solitudine degli anziani che attendono il vaccino
E gli anziani come stanno vivendo questa situazione? “Prima abbiamo dovuto assicurarci che venisse fatta una corretta informazione. Le fake news sui vaccini hanno avvelenato l’informazione in questi mesi. Abbiamo cercato di mettere in campo una serie di iniziative per informare e sensibilizzare”. Lo Spi ha messo in campo molte iniziative su tutto il territorio nazionale sia per i propri attivisti e volontari sia per gli iscritti, con l’obiettivo di fare chiarezza e aiutare gli anziani a capire cos’è il vaccino anti Covid, come funziona, perché ci si può fidare eccetera. Ora però siamo entrati in una fase nuova. “L’asse si sta sposando. Prima dovevamo e dobbiamo ancora, informare correttamente, per consentire agli anziani di fare una scelta consapevole. Ora invece dobbiamo rassicurare gli anziani che finalmente hanno deciso che vaccinarsi è giusto, perché i vaccini non ci sono”.

La petizione a livello europeo
Cosa fare allora? La società civile si sta mobilitando con una raccolta di firme a cui ha aderito anche la Cgil con Cisl e Uil in qualità di componenti del comitato promotore dell’ICE, Iniziativa dei Cittadini Europei, promossa da autorevoli personalità di vari Paesi e autorizzata dalla Commissione europea. L’obiettivo della petizione è di raccogliere un milione di firme online, di cui 180 mila in Italia, per chiedere che l’accesso a vaccini e cure anti-pandemiche sia gratuito e garantito a tutti, a livello globale, che vi siano trasparenza e controllo sul denaro pubblico utilizzato per sviluppare le tecnologie sanitarie e nessun profitto delle aziende farmaceutiche a scapito della salute delle persone. (Per maggiori informazioni noprofitonpandemic.eu; Per firmare l’iniziativa eci.ec.europa.eu).


Le iniziative dei pensionati Cgil

Dunque, azioni dal basso, come quelle che il sindacato dei pensionati da Nord a Sud sta dando vita proprio in questi giorni a una serie di iniziative, in presenza e a distanza, per informare, ma non solo. Per esserci. Garantire informazione e assistenza. E non far sentire gli anziani abbandonati.

A Torino il sindacato dei pensionati ha già completato due incontri e ne ha in programma altri due nei prossimi giorni. Tutti organizzati insieme agli altri sindacati dei pensionati di Cisl e Uil e in collaborazione con Happy Ageing, l’alleanza italiana per l’invecchiamento attivo di cui da anni lo Spi, insieme a Fnp Cisl e a Uilp Uil, fa parte e che da sempre si occupa di campagne informative sui vaccini. “Quest’anno era più importante che mai promuovere dei momenti di incontro e di sensibilizzazione al tema”, spiega la responsabile del sociosanitario dello Spi Torino Lucia Centillo. “L’obiettivo è aumentare l’adesione ai vaccini consigliati, informare i nostri volontari e attivisti affinché si facciano da portavoce con tutti gli anziani nostri iscritti e, soprattutto, sensibilizzare la popolazione anziana e favorire l’adesione alle vaccinazioni consigliate ”. Dunque creare una rete a partire da un messaggio molto positivo, come quello che si vede nella locandina: ci si potrà un giorno lasciare tutto alle spalle, Covid e mascherine.

Il prossimo incontro è previsto per domani mercoledì 3 febbraio (il link alla diretta). “Gli incontri sono anche un’occasione per fare il punto sulla campagna vaccinale sul nostro territorio”, dice Centillo, tenuto anche conto che i morti per Covid nella sola città di Torino sono stati finora circa 8mila.

Sempre domani 3 febbraio si terrà un altro webinar, stavolta promosso dallo Spi Cgil Toscana e dal Laboratorio MeS, Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’incontro vedrà, tra gli altri, anche la partecipazione anche del commissario straordinario per l’emergenza Covid 19, Domenico Arcuri. L’incontro si potrà seguire in diretta sulla pagina Facebook a partire dalle ore 16. “Ci sono temi delicati come quelli determinati da questa pandemia che vanno affrontati senza nessuna ricetta salvifica”, spiega Alessio Gramolati, segretario generale dello Spi Cgil Toscana. “Oggi, dopo aver passato un anno sulla difensiva c’è un vaccino. Un’opportunità che deve essere colta! Scegliere se vaccinarsi o meno non attiene solo alla sfera privata, c’è un interesse generale, come ci ha ricordato il Presidente della Repubblica “la libertà non è di far ammalare gli altri”.

Il 9 febbraio invece sarà la volta delle Marche, sempre in collaborazione con HappyAgeing. “Abbiamo pensato anche noi”, spiega il segretario dello Spi Cgil Marche Elio Cerri, “di contribuire con i mezzi a disposizione di avviare una campagna informativa sui vaccini. L’iniziativa si potrà seguire in diretta sulla nostra pagina Facebook. Il fine è quello di far conoscere in maniera semplice l’importanza della vaccinazione, che a loro volta dovranno veicolare la conoscenza”. Tenuto conto anche del fatto che un 20% della popolazione ospedaliera che non ha potuto o voluto sottoporsi al vaccino. “In molte residenze per anziani (non in tutte) sono state aperte le stanze degli abbracci per dare la possibilità ai familiari di poter far visita agli ospiti e nello stesso tempo di proteggerli, ma se sono proprio gli operatori sanitari a non prendere in considerazione la vaccinazione credo che ciò sia un forte limite, facendo correre dei forti rischi”, dice Cerri.

Anche nel Lazio lo Spi si mobilita con una serie di iniziative, come quella promossa pochissimi giorni fa dallo Spi Cgil di Rieti Roma Est valle dell’Aniene venerdì scorso e che ha visto il coinvolgimento anche del direttore scientifico dell’Ifo Regina Elena, Aldo Morrone.

Il messaggio che accomuna tutte queste iniziative è univoco: il vaccino come diritto e un dovere morale. Per questo è importante informare. Ma non solo.
Nella regione Lazio, dove la campagna vaccinale si è finalmente sbloccata per gli over 80, il sindacato dei pensionati della Cgil, insieme a quelli di Cisl e Uil, sta monitorando da vicino la campagna vaccinale. “Ci incontriamo una volta a settimana con l’assessore alla sanità della Regione”, spiega la segretaria generale dello Spi Cgil di Roma e Lazio Alessandra Romano. “Conosciamo il piano vaccinale e ne monitoriamo tempi e attuazione. E ci stiamo occupando anche del monitoraggio in prima persona dei vaccini dentro le rsa e le case di risposo”.
Oltre a questo, e oltre alla vasta campagna di informazione che andrà avanti anche nei prossimi mesi, lo Spi sta premendo sulla Regione Lazio affinché chieda ai medici di medicina generale di occuparsi della prenotazione per gli over 80 in prima persona. “Per ora i medici di base non possono fare direttamente i vaccini però possono aiutare i loro pazienti over 80, tanto più che hanno la scheda dei pazienti e dunque sono già in possesso delle informazioni utili che occorrono poi al centro vaccinale. E darebbero una mano in questa fase complicata”, conclude Romano.