Tecnologia e minori. Sicurezza al primo posto

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Happy little children playing in smartphones in the park. Brothers and sister.

Otto bambini su dieci usano smartphone e tablet. La diffusione di questi strumenti solleva però questioni rilevanti che dovrebbero far riflettere i genitori e spingerli a proteggere i figli dai tanti pericoli in agguato

La rivoluzione tecnologica ha modificato completamente le nostre abitudini, insinuandosi in ogni ambito della vita e creando un vero e proprio spartiacque generazionale. La velocità di un mondo sempre più interconnesso si ripercuote soprattutto su bambini e ragazzi, che già da piccolissimi utilizzano dispositivi digitali le cui implicazioni sono perlopiù ancora sconosciute. Le statistiche dicono che otto bambini su dieci usano dispositivi elettronici: a due anni metà di loro ha familiarità con gli smartphone e oltre un terzo con i tablet, percentuale che arriva all’81 per cento a otto anni. La pervasività della tecnologia pone tante e diverse questioni anche relative ai diritti, che dovrebbero far riflettere prima di tutto genitori e adulti. Un dibattito aperto riguarda proprio l’esposizione ai social che i genitori fanno dei loro figli, mostrandone in foto e video il volto. Nel 2021 la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è stata ampliata tenendo conto proprio dei diritti digitali, affinché l’interesse del minore venga sempre messo in primo piano. Diventa fondamentale proteggere i minori da qualsiasi rischio di contenuto o di contatto, permettendo anche un’accessibilità alla tecnologia fatta in sicurezza.

Opportunità o danno? Sono tante le opinioni di chi si schiera pro o contro la tecnologia, invocando un mondo completamente digitalizzato o un ritorno nostalgico a un passato analogico. L’importante, però, è rendersi conto che il mondo che le nuove tecnologie hanno reso possibile non è separato dalla realtà, ma integrato in essa e che uscirne fuori non è possibile. Bisogna quindi affrontare ogni contesto in modo specifico ragionando sul tipo di tecnologia, sull’utilizzo particolare e sul bambino, creando caso per caso un sistema educativo differente, in modo da evitare i potenziali danni e cogliere le diverse opportunità. Il ruolo degli adulti. Gli adulti sono prima di tutto un modello di riferimento per i giovani. Sta a loro quindi fare in modo che la tecnologia non abbia il monopolio dell’intero tempo libero dei ragazzi, che vanno invogliati a spaziare tra diverse attività. Gli adulti devono anche vegliare sull’utilizzo della tecnologia, proteggendo i bambini da possibili contenuti violenti o inadeguati. Spesso non è semplice entrare nel mondo digitale nel quale un ragazzo si muove, ma importante è, attraverso il dialogo, capirne le dinamiche specifiche. Offrirsi pronti e disponibili alla comunicazione e alla comprensione, e non contrari all’utilizzo di qualsiasi dispositivo, può aiutare i giovani ad aprirsi e rivelare anche possibili problemi.

Emozioni digitali. La sfera dell’emotività è uno dei punti più critici che l’universo digitale può colpire. I nativi digitali sono abituati a socializzare attraverso internet e a fornire un’immagine di loro stessi sui social. Può bastare un solo commento offensivo ad aprire ferite profonde. L’ambito emotivo può risultare invisibile agli adulti, anche per questo è fondamentale il dialogo. In determinati momenti la visione non giudicante e la vicinanza di un adulto possono essere decisive.

Questo articolo è tratto dal numero di settembre 2023 di Liberetà e fa parte della rubrica Letture e letterature giovanili in collaborazione con la rivista Pepeverde