Suberbonus 110%, le proposte per migliorarlo

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Può essere il grimaldello per avviare un’opera straordinaria di manutenzione del patrimonio abitativo e, allo stesso tempo favorire un rilancio ambientale economico e sociale del paese. Ma il Superbonus 110 per cento va bene così o è possibile farlo funzionare meglio raggiungendo anche le fasce di popolazione redditualmente deboli, a partire dagli anziani, e realtà complesse, come quelle dei grandi condomini nelle aree urbane?

Alcune risposte sono arrivate dal convegno “Una proposta per il benessere dentro e fuori la casa. Come rilanciare il Bonus 100%” tenuto, in videoconferenza, il 12 novembre. L’evento è stato promosso da Fillea Cgil, Spi Cgil, Nuove Ri-Generazioni, Legambiente, Auser, Abitare& Anziani. Interlocutori Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Chiara Braga, parlamentare Pd e Rossella Muroni, parlamentare Leu, di fatto autori del provvedimento. La discussione, intensa e proficua, è stata coordinata da Mina Cilloni, segretaria nazionale dello Spi e responsabile del dipartimento Benessere e diritti. Nel corso del convegno sono intervenuti Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil, Enzo Costa, presidente Auser, Marco Di Luccio, presidente Abitare&Anziani, Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil, Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente e Sindacato.

I rappresentanti delle associazioni hanno messo sul tavolo alcune concrete proposte per migliorare una misura sulla quale si registra un consenso generale, dalle imprese ai sindacati, dalle associazioni ai cittadini. Eccole: prorogare la misura, che ora scade nel 2021, fino a comprendere il 2025; includere nella detrazione del 110 per cento anche l’abbattimento delle barriere architettoniche, sia interne sia esterne agli edifici. Attualmente la detrazione infatti è soltanto del 50 per cento e riguarda solo le persone portatrici di handicap. Andrebbe invece estesa anche agli anziani. Riordinare l’intero sistema delle detrazioni fiscali che ora sono al 50, al 65, al 75, al 90 e al 110 per cento, differenziando gli incentivi sulla base delle prestazioni raggiunte; istituire fondi pubblici per anticipare le spese per chi avrà problemi a trovare istituti finanziari privati o imprese disposte a praticare lo sconto in fattura.

Lavori edili un tempo economicamente insostenibili ora potrebbero costare zero grazie al Superbonus per l’efficientamento energetico delle abitazioni e dei condomini.

«Sarebbe poco intelligente non prorogare il Superbonus – ha affermato il sottosegretario, Fraccaro – perché soltanto così è possibile avviare una programmazione di prospettiva. Per realizzare tutto questo nel miglior modo possibile– ha aggiunto – è necessario un confronto con tutte le parti in causa, ambientalisti, costruttori, sindacati, Confindustria». Fraccaro ha poi anticipato che nella legge di bilancio il governo stanzierà 15 miliardi di euro per finanziare il provvedimento nel 2021.

«In Spagna – ha ricordato il presidente dell’associazione Ri-generazioni, Gaetano Sateriale – l’industria delle costruzioni non vende solo i muri della casa ma con essa anche i servizi annessi, a cominciare dal portierato. Questo perché la dimora dei cittadini è un luogo connesso con l’intero tessuto urbano, ed è questa connettività, anche sociale, che il provvedimento del governo dovrebbe considerare di più».

Osservando che quasi il 40 per cento delle abitazioni private ha più di 40 anni di vita e soltanto una percentuale irrisoria ha subìto interventi di ammodernamento (risparmio energetico, antisismica), «il provvedimento del governo rappresenta – è l’opinione di Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil – una delle scelte di politica economica e ambientale tre le più positive e “sistemiche” degli ultimi anni. Una scelta che spinge sulla qualità ambientale e sulla sicurezza, rilanciando al tempo stesso un settore e una filiera dalle forti capacità anticicliche. Una scelta che sottintende una più ampia visione, quella del benessere delle persone, dei territori, delle città. Per avere risultati efficaci e la sensazione che davvero il governo persegua una chiara strategia di rinnovamento del paese, la proroga del Superbonus va estesa al 2025».

Affrontare la transizione ambientale, tecnologica e digitale, l’invecchiamento demografico, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali e partendo proprio da chi è più debole e solo significa anche – è stato ribadito durante il convegno – contribuire alla diminuzione delle disuguaglianze.

«Il Bonus – ha ricordato Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil – presenta un profilo innovatore perché aiuta le persone e incentiva gli investimenti, può attivare un forte cambiamento per un’idea di paese a partire dalla compatibilità ambientale. Rigenerazione delle aree urbane, benessere sociale e rilancio economico: il Covid ci spinge in avanti nell’intervenire su tutte le criticità emerse nella sanità più vicina ai cittadini, nella comunicazione, nello stato delle scuole, nella vita delle persone, sulla condizione degli anziani, non solo nelle rsa. Il presidente della Liguria propone di chiuderli in casa, noi pensiamo che invece rappresentino un fattore positivo, anche economico, se pensiamo agli interventi da realizzare per l’abbattimento delle barriere, per la realizzazione degli ascensori in tanti condomini, per lo sviluppo della domotica nelle loro case, per i servizi di prossimità. Il governo dispone di grandissime risorse da destinare al futuro del paese. Non bisogna perdere questa occasione. I caf del sindacato sono già in grado di aiutare i cittadini a orientarsi in un percorso che consenta a tutti di accedere al Superbonus: dobbiamo informare per accedere a questa opportunità e favorire una maggiore uguaglianza».

«Nel Sud – ha denunciato Zanchini, vicepresidente di Legambiente – c’è una condizione che non permette a tutti di accedere al bonus perché molti edifici sono privi di impianti di riscaldamento. Non a tutti serve davvero il 110%, quindi orientiamo le risorse verso chi è più in difficoltà.

Il paese invecchia ma le città – ha messo in evidenza il presidente dell’Auser Enzo Costa – non sono cambiate. Sono peggiorate. Il 76,6 per cento delle abitazioni nelle quali vivono persone anziane sono senza ascensore e il 30 per cento degli ottantenni vive in solitudine. La casa per tantissimi di loro si è trasformata in una prigione. Il bonus può servire per costruire una visione di una società più solidale, collegata seguendo il principio di inclusione, solidarietà e sostenibilità ambientale».