Spi Stories sbarca a Venezia

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Grande novità per il concorso organizzato da LiberEtà e dallo Spi Cgil. La proiezione dei cortometraggi e la cerimonia di premiazione dei vincitori si svolgeranno, infatti, sull’isola lagunare di San Servolo, in occasione dell’ottantesima Mostra internazionale di cinematografia. Un palcoscenico e un riconoscimento prestigiosi per la nostra manifestazione giunta all’undicesima edizione sbarca a Venezia

La festa di LiberEtà raddoppia

Quest’anno sono due le città che faranno da palcoscenico all’appuntamento organizzato ogni anno dal sindacato dei pensionati della Cgil e da LiberEtà: Venezia e Senigallia. L’undicesima edizione del concorso di cortometraggi Spi Stories 2023 approda per la prima volta nella città lagunare, proprio in occasione della giornata di preapertura dell’ottantesima Mostra internazionale d’arte cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia. La Serenissima negli ultimi giorni del mese di agosto è la patria del cinema internazionale e il 29 ospiterà il concorso di cortometraggi Spi Stories, ideato oltre dieci anni fa da LiberEtà e dallo Spi Cgil. Il secondo palcoscenico della festa sarà invece quello di Senigallia dal 13 al 15 settembre. 2.800 concorrenti. Un bel riconoscimento per Spi Stories, manifestazione che – edizione dopo edizione – ha acquisito sempre maggiore importanza e che quest’anno ha visto la partecipazione di oltre duemilaottocento cortometraggi provenienti da ogni parte del mondo. Iran, Italia, India, Spagna, Francia, Regno Unito, Germania, Ucraina, Grecia, Portogallo, Turchia, Stati Uniti: sono soltanto alcuni dei paesi di provenienza dei candidati che hanno inviato i loro lavori. La cerimonia di premiazione del concorso si terrà nel pomeriggio del 29 agosto – a partire dalle ore 15.00 –  negli spazi dell’isola di San Servolo, ex sede di un monastero e del manicomio della Serenissima. L’ospite della premiazione sarà l’attore romano Valerio Aprea.

Le modalità del concorso Spi Stories

Il bando di Spi Stories prevede la selezione di cortometraggi della durata massima di dieci minuti e coerenti con il tema selezionato, che quest’anno era stato scelto dal pubblico della festa nazionale di LiberEtà svolta a Bologna lo scorso anno. Le opere pervenute sono state visionate da una giuria di esperti, da rappresentanti dello Spi e dalla redazione di LiberEtà, che hanno scelto otto lavori. Tra questi, una giuria tecnica selezionerà nella fase finale le tre opere ritenute capaci di rappresentare nel modo più congeniale spaccati o particolari aspetti del tema del concorso.

Tre finalisti

Quest’anno la rassegna è dedicata al concetto multiforme delle “Identità differenti” e i partecipanti sono stati chiamati a indagare un tema – l’identità, appunto – che proprio nel momento in cui indica qualcosa di stabile, di permanente, si definisce in maniera compiuta soltanto se osservata anche nella sua costante evoluzione e nel suo continuo e lento mutare. La regista o il regista dell’opera prima classificata riceverà un premio di tremila euro; il secondo e il terzo classificati riceveranno un buono tecnologico. Le tre opere finaliste saranno poi oggetto di iniziative delle strutture sindacali presenti in ogni regione e provincia del paese.

Gli otto corti SELEZIONATI

Sono otto i titoli preselezionati che competono per i tre posti da finalisti dell’undicesima edizione del concorso Spi Stories 2023. Quest’anno il tema da sviluppare con un cortometraggio di massimo dieci minuti era quello delle “Identità differenti”. The maze of looks (Labirinto di sguardi), della regista italiana Elisa Ripamonti, ruota attorno alla figura della protagonista che ha una disabilità fisica; Open Call, produzione francese diretta da Katia Crivellari, vede al centro della scena un ballerino che si candida a una selezione di danza; Flow di Robert Rabanal Ramírez parla delicatamente di identità sessuale mentre, sempre dalla Spagna, arriva Rosa di Ferran Navarro- Beltrán che racconta la storia di una transgender. Indietro è un posto che non esiste, di Chiara De Angelis, mette insieme due ragazze di estrazione sociale diversa ad affrontare una situazione comune. Carapath, cortometraggio di animazione del francese Aurélien Mornet, racconta in maniera originale un’identità e un’appartenenza politica e sociale. E ancora due titoli dall’Italia, The difference e Roma for Rom, rispettivamente di Luca Guardabascio e Dario Fatello, che raccontano cosa vuol dire identità culturale e sociale differenti.

La giuria di SPI STORIES 2023

Presidente della giuria, anche per questa edizione, è Salvatore De Mola, sceneggiatore che per il cinema ha scritto, tra gli altri, La stoffa dei sogni (2016) di Gianfranco Cabiddu, ed è stato candidato al Nastro d’argento 2017 per la migliore sceneggiatura con Mio cognato (2003) di Alessandro Piva. Per la Tv ha sceneggiato ventisette episodi del Commissario Montalbano e quattro puntate del Giovane Montalbano. Ha anche firmato Gente di mare, 48 ore, I Cesaroni, L’isola di Pietro, Imma Tataranni Sostituto procuratore, Passeggeri notturni. Anche Milena Cocozza è nella giuria di Spi Stories. La giovane regista romana in questi ultimi due anni ha diretto Mare fuori, una delle serie Tv italiane più di successo che narra le vicende di un istituto penitenziario minorile di Napoli, liberamente ispirato al carcere di Nisida. Tra i registi con i quali ha lavorato: Stefano Sollima, Roan Johnson, Claudio Cupellini, Eros Puglielli, Ivano de Matteo, Ivan Cotroneo, Davide Marengo. La collaborazione più felice è con i Manetti Bros che hanno prodotto nel 2018 il suo lungometraggio di esordio: Letto n. 6 e insieme ai quali ha diretto l’ottava stagione dell’Ispettore Coliandro. Inoltre, ha diretto un episodio della decima stagione dei Delitti del Barlume e sta attualmente lavorando con Salvatore De Mola alla postproduzione della serie tratta dai romanzi dello scrittore greco Petros Markaris, basati sulle vicende del commissario Kostas Charitos. Andrea Dorigo, terzo componente della giuria, è un regista televisivo che annovera tra i suoi lavori Kilimangiaro, la trasmissione di divulgazione e approfondimento culturale sul tema dei viaggi e dell’ambiente. Ricordiamo, inoltre, Parallelo Italia, programma televisivo di approfondimento politico condotto da Gianni Riotta, Millennium, talk show condotto da tre giornaliste nel 2014 che raccontava i fatti legati alla più stretta attualità, e ancora Mi manda Raitre, Chi l’ha visto, Ballarò e Uno mattina estate. Della giuria del premio Spi Stories fa parte anche Miriam Broglia, amministratrice delegata di Liberetà Srl.

Le undici edizioni del concorso

  • 2010 – Radici
  • 2012 – Legale illegale
  • 2015 – Ciak si scrive
  • 2016 – Frontiere
  • 2017 – Distanti. Le periferie al centro
  • 2018 – Global?
  • 2019 – Ma che clima è?
  • 2020 – Disuguaglianze
  • 2021 – Un altro giorno 2022 – La cura
  • 2023 – Identità differenti