Quando gli alleati bombardarono la stazione di Sulmona

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Il 27 agosto del 1943, gli angloamericani scatenarono un massiccio bombardamento sulla zona della stazione ferroviaria della cittadina abruzzese. Morirono 150 persone, centinaia i i feriti. A distanza di ottant’anni, Cgil e Spi ricordano i fatti con un convegno 

Sulmona ricorda le vittime delle bombe “alleate” sulla stazione ferroviaria. Per la storia di Sulmona e dei suoi abitanti il 27 agosto 1943 rappresenta una delle pagine più tragiche. Ottanta anni fa, infatti, centocinquanta persone morirono sotto i bombardamenti degli alleati nella zona della stazione ferroviaria, ritenuta un obiettivo importante perché nodo nevralgico per i collegamenti dei nazifascisti.

L’evento verrà ricordato lunedì 28 agosto nel corso di un convegno dal titolo “Ricordare per costruire la pace. Il bombardamento alla stazione di Sulmona e la guerra in Abruzzo” promosso dalla Cgil e dallo Spi de L’Aquila e dalla lega Spi Cgil Area Peligna.

L’iniziativa, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Sulmona, si terrà presso la sede della Cgil della cittadina abruzzese, in Vico del Vecchio, 5, nella sala Bruno Trentin e avrà inizio a partire dalle ore 17,30. L’incontro è aperto a tutti i cittadini.

La storia

Con l’attacco sferrato il 27 agosto 1943, gli angloamericani miravano a tagliare i rifornimenti alle truppe tedesche, a indebolire le forze dell’Asse, a ostacolarne la ritirata e a favorire l’avanzata alleata verso Nord. Il bombardamento fu violento: costò la vita a circa 150 civili in transito alla stazione e nelle zone adiacenti. Per l’attacco aereo sullo scalo ferroviario, vennero impiegate sessantanove “fortezze volanti americane”, i B17, e settanta Liberator.

Quel giorno gli aerei scaricarono su Sulmona 153 tonnellate di bombe da 500 libbre ciascuna e altre 51 tonnellate sullo stabilimento di Pratola Peligna.

Gli aerei tornarono a bombardare nuovamente Sulmona il 19 gennaio 1944, il 3 febbraio1944, il 4 e il 30 maggio1944, quando a essere presa di mira fu piazza Garibaldi. I nuovi attacchi causarono la morte di altre 176 persone. La città fu liberata solo il 13 giugno 1944, grazie alle azioni congiunte dei partigiani della Brigata Maiella e degli alleati.

La guerra in casa

Il bombardamento alleato del 27 agosto1943 alla stazione ferroviaria portò la guerra in casa di tanti cittadini, provocando morti e dolore tra la popolazione civile. Fi il prezzo da pagare per la “Campagna d’Italia” avviata dagli angloamericani con lo sbarco in Sicilia.

Sin dai primi anni del 1900 l’unico insediamento “industriale” a Sulmona e in Valle Peligna – contava circa mille addetti – era rappresentato proprio dalla ferrovia, importante nodo ferroviario nel Centro Italia.

I ferrovieri, quindi, contribuirono non poco alla crescita della città, Furono protagonisti nelle attività politiche e sindacali, costituirono circoli socialisti e fondarono il sindacato dei macchinisti e fuochisti, che aveva la sede nazionale a Sulmona, e il periodico La Locomotiva, stampato in città e diffuso in tutto il Paese.

La distruzione delle infrastrutture

Gli alleati ritenevano l’infrastruttura ferroviaria di Sulmona un obiettivo strategico in quanto nodo nevralgico per i collegamenti Nord-Sud verso Napoli ed Est-Ovest verso Roma e per questo considerato bersaglio militare privilegiato nella strategia dei bombardamenti in Abruzzo.

Altra motivazione che portò alla decisione di bombardare la stazione riguardava la “Linea Gustav”, realizzata in Abruzzo dal generale Kesselring su ordine di Hitler, che i tedeschi stavano approntando da Ortona a Cassino per tagliare orizzontalmente la penisola, dall’Adriatico al Tirreno.

La strategia degli alleati

Per gli alleati, distruggere, ogni infrastruttura ferroviaria e stradale significava quindi ritardare e ostacolare la le strade bianchestrategia militare della Wehrmacht.
Tutto questo determinerà, fino al giugno 1944, la dura realtà della guerra in Abruzzo.

Con la popolazione civile costretta a subire ogni tipo di efferatezza prodotta dal conflitto: sfollamenti, rastrellamenti, distruzione di centri abitati, saccheggio dei territori, eccidi, stragi fino allo “stupro di guerra”.

Il convegno

Nel corso del convegno sono previsti gli interventi del sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero, di Cristiano Gerosolimo, presidente del Consiglio comunale, di Maria Paola Del Rossi, docente presso l’università degli studi della Tuscia, di Carlo Angelone, autore del libro Le strade bianche, di Enio Mastrangioli e Damiano Verrocchi della segreteria della lega Spi Cgil Area Peligna, Francesco Marrelli, segretario generale Cgil provinciale L’Aquila, Umberto Trasatti, segretario generale Spi Cgil della provincia de L’Aquila e di Antonio Iovito, segretario generale Spi Cgil Abruzzo-Molise.