Boom, lotte, bombe e rock’n’roll.  È il nome del nuovo account Instagram del sindacato dei pensionati della Cgil da oggi venerdì 28 maggio on line (@boom_ita – www.instagram.com/boom_ita/). Un nuovo canale con il quale lo Spi vuole aprire un dialogo e un confronto con le nuove generazioni. Come? Raccontando una straordinaria stagione della storia italiana, quella degli anni Sessanta e Settanta, caratterizzata da profonde trasformazioni sociali, da cui il nome “esplosivo” Boom. Furono anni di progressi e conquiste, ma anche di bombe e terrorismo, di tensioni sociali e terribili attentati. Ma fu anche una grande esplosione di gioia e novità, di movimenti giovanili, politici e sindacali, di fermento e innovazione, di grandi lotte e battaglie che hanno dato forma al paese che conosciamo oggi.

 

 

Quegli anni trasformarono l’Italia: dalla tv alla musica, alla rivoluzione dei costumi e della sessualità. Ecco perché vale la pena parlare di quell’epoca ai ragazzi di oggi. E chi può farlo meglio dei pensionati iscritti al sindacato che quell’epoca l’hanno vissuta? Hanno deciso di farlo utilizzando le nuove tecnologie e uno dei social più “giovani” che ci sia, Instagram appunto.

A spiegare il senso del progetto è il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti che dice: “Sbarcare su Instagram per noi rappresenta una sfida perché è un social che usiamo ancora poco. Ma non ci facciamo spaventare e proveremo a starci a modo nostro. Vogliamo parlare con i giovani e per questo è necessario provare a scendere sul loro terreno. L’obiettivo è quello di portarli a conoscere un pezzo importante della storia del nostro paese, che abbiamo vissuto in prima persona e che loro conoscono poco o nulla, anche perché difficilmente viene studiato a scuola. Conoscerla li aiuterà ad avere una maggiore consapevolezza del paese nel quale vivono”.

Il progetto viene lanciato oggi venerdì 28 maggio sui social e si svilupperà on line nei prossimi mesi grazie non solo all’impegno del sindacato dei pensionati della Cgil, e alla sua agenzia di comunicazione FF3300, ma anche grazie a partnership e collaborazioni con associazioni giovanili che si occupano di giornalismo e editoria.

L’operazione è del tutto inedita ma si colloca sul solco di un processo di innovazione che lo Spi Cgil conduce già da qualche anno intensificando la propria presenza sui social e il dialogo intergenerazionale. Due anni fa il segretario generale Pedretti era approdato su Reddit (una piattaforma digitale prettamente giovanile) per confrontarsi con gli utenti sul dibattito scaturito dal meme “Ok, boomer”, con cui sui social si attaccavano i pensionati, accusati di mantenere posizioni di privilegio a scapito dei più giovani.

Durante il primo lockdown lo Spi ha formato un vero e proprio esercito di “attivisti digitali” over 60. E ancora, poche settimane fa, è andato in scena un altro confronto tra pensionati Cgil e i responsabili di alcune delle pagine di meme più dinamiche e innovative del panorama italiano (ve ne abbiamo parlato anche su LiberEtà).

Ora è la volta di Instagram. Ogni settimana saranno pubblicati video, foto, stories su molteplici fatti e avvenimenti che hanno caratterizzato gli anni più contraddittori della Repubblica. I temi sono tanti e spaziano dall’antifascismo alle manifestazioni per il diritto al lavoro, dal femminismo alle battaglie per l’aborto e il divorzio. Senza dimenticare l’effervescenza culturale del tempo, la quotidianità del mondo operaio e i desideri di una società in fibrillazione.

 

Il materiale fotografico e video utilizzato proviene dall’Archivio storico della Cgil nazionale e dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento operaio e democratico (Aamod).

 

Ma ci saranno anche le interviste sul campo ai testimoni dell’epoca fatte da Lorenzo Fargnoli, Maurizio Franco, Matteo Garavoglia e Marco Mastrandrea, ideatori di “Un gioco di società” – la prima inchiesta fruibile totalmente su Instagram e vincitrice dell’VIII edizione del Premio Morrione – e membri del Centro di giornalismo permanente. Insomma, la voce ai protagonisti.

Il primo contenuto del profilo Instagram è dedicato alla strage di Piazza della Loggia a Brescia, che per lo Spi rappresenta un momento doloroso ma anche identitario. “È importante far sapere ai ragazzi di oggi che quando scendevamo in piazza alla loro età rischiavamo di saltare in aria e che c’era un disegno sovversivo contro il movimento operaio e sindacale”, dice Pedretti. Quel 28 maggio del 1974 Pedretti era in piazza a Brescia con la Cgil e le forze antifasciste della città. Aveva 20 anni. Oggi ne ha 67 e il sindacato che dirige ha scelto di stare anche nelle piazze virtuali del nuovo millennio. Sul nuovo canale Instagram dello Spi Cgil il video che ricorda quel drammatico giorno.