Sicilia. Una vertenza per tutelare la salute di tutti

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iniziative Spi Cgil in difesa della salute di tutti in Sicilia

I pensionati Cgil della Sicilia scendono in campo per tutelare la salute dei cittadini. Già, perché la situazione è piuttosto difficile.

Salute, non autosufficienza, residenze per anziani. Sono tre i nodi cruciali con cui il nostro paese, e non solo la Sicilia, è chiamato a fare i conti quando si parla di vecchiaia. La popolazione anziana continua a crescere e gli enti locali in primis si ritrovano a dover affrontare numerose criticità.

Negli ultimi anni in Sicilia sono aumentate le persone che rinunciano a curarsi, soprattutto gli anziani con le pensioni più basse. E poi ci sono tempi di attesa lunghissimi anche perché c’è stato un ridimensionamento delle strutture sanitarie soprattutto nei piccoli comuni e molti ospedali non esistono più. Le difficoltà sono tante. E la prevenzione è impossibile per molti.

La Sicilia per anni si è caratterizzata per un sistema sanitario in perdita. “Il bilancio era disastroso”, ci spiega Maurizio Calà, segretario generale dello Spi Cgil Sicilia. “Ora i conti sono migliorati ma non è migliorata la condizioni di accesso al sistema sanitario. Anzi, possiamo dire che il diritto alla salute sia entrato in crisi”.
Una parte importante della popolazione, soprattutto gli anziani, anche quelli con condizioni di salute critiche, non possono accedere alle cure. “Le liste d’attesa e la difficile riorganizzazione della sanità territoriale sono sicuramente due problemi fondamentali – prosegue Calà – Ma poi ci sono anche le criticità delle cure specialistiche che in Sicilia sono carenti. E molte persone sono costrette a muoversi dal sud al Nord, a spese della sanità siciliana. Una vera contraddizione”, conclude il segretario. “E poi manca la prevenzione. Infatti, non c’è l’integrazione socio-sanitaria che permetterebbe di curare le persone prima di dover ricorrere alle strutture ospedaliere”.

Per tutte queste ragioni, lo Spi, insieme alla Cgil e alla categoria dei lavoratori pubblici, vuole aprire una vertenza. Non è un caso allora che il sindacato dei pensionati si sia fatto promotore di tre iniziative sul territorio. Il tema chiama in causa una vasta platea di soggetti: chi lavora a contatto con le persone non autosufficienti, gli enti locali e il sindacato che contratta con le amministrazioni pubbliche condizioni migliori per difendere i soggetti più deboli.

Il primo appuntamento è il 21 marzo a Trapani, con il il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti e Livia Turco che dialogheranno con l’Assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e Michele Pagliaro, che invece è alla guida della Cgil Sicilia. Un confronto che intende fare luce sugli interventi necessari per tutelare la salute dei cittadini siciliani. Ma a parlare saranno anche le persone che quotidianamente lavorano sul territorio. Saranno loro a raccontare i bisogni di una popolazione destinata a invecchiare sempre di più.
I lavori inizieranno alle ore 10 presso la Camera di Commercio di Corso Italia 26.

Il giorno dopo a Caltagirone, in provincia di Catania, invece si parlerà di invecchiamento attivo. Tema strettamente connesso a quello della salute. Invecchiare bene consente di ritardare il più possibile eventuali ricoveri ospedalieri, riducendo così anche i costi del sistema sanitario nazionale. In gioco ovviamente non c’è solo il risparmio, reso sempre più necessario, ma anche una visione diversa dell’invecchiamento, fatto anche di benessere e tempo libero. In una parola, di qualità della vita.
Pasquale Timpanaro, segretario dello Spi Cgil di Caltagirone, ci spiega che “l’invecchiamento attivo non è solo questione sanitaria. Si tratta di costruire percorsi di accompagnamento delle persone alla vecchiaia”. Insomma, di rispondere a una domanda cruciale: come si diventa anziani? “Vogliamo stabilire rapporti con i quindici Comuni dell’area di Caltagirone per organizzare orti sociali, attività sportive come ginnastica dolce e lezioni di ballo e iniziative di vario tipo che aiutino gli anziani a mantenersi attivi e a invecchiare bene”, spiega Timpanaro. Nei comuni della zona infatti spesso ci sono soltanto dei centri di aggregazione in cui si fa ben poco, a parte giocare a carte. “Noi vogliamo rendere gli anziani più attivi e non lasciarli soli”, conclude il segretario.
Nel salone del Municipio di Caltagirone si confronteranno medici, operatori sociali, sindacalisti, amministratori locali. L’iniziativa avrà inizio alle 16.30.

E poi c’è il problema delle residenze per anziani. Se ne parlerà il giorno dopo, il 23 marzo, a Siracusa. Sul tema delle case di riposo lo Spi Cgil ha avviato da tempo una campagna nazionale per portare a galla il fenomeno delle case di cura fuori norma. In una regione come la Sicilia dove non c’è integrazione socio-sanitaria, spesso per curare gli anziani si è costretti a rivolgersi alle case di cura, ma non tutte sono in regola. Anzi.
“Bisogna mappare tutte le strutture presenti nell’area, sono più di un centinaio”, dice Valeria Tranchina dello Spi Cgil di Siracusa. “Ma ce ne sono molte altre che vivono nella clandestinità e spesso non sono dichiarate, e sono quasi l’80% del totale. I cittadini sono costretti a rivolgersi alle strutture private, spesso senza garanzie, né per chi è ricoverato né per i lavoratori che vi operano, perché le strutture pubbliche sono assenti”, ci spiega Tranchina.
Su questo tema l’appuntamento è alle 9 all’Hotel Parco delle Fontane.