Quando le pandemie hanno cambiato il corso della storia

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La storia potrebbe essere riscritta attraverso le grandi pandemie che l’hanno attraversata. In alcuni casi sono state così importanti da cambiare lo stesso corso degli eventi.

A partire dal primo caso documentato, la guerra tra Sparta e Atene che divise l’antichità e che si concluse con la sconfitta di quest’ultima. A condizionare gli eventi storici fu la cosiddetta “Peste di Atene”, che colpì la città-stato durante il secondo anno della Guerra del Peloponneso (430 a.C.), quando una vittoria ateniese sembrava ancora a portata di mano.

La malattia entrò attraverso il Pireo, il porto che era in quel momento per la città assediata l’unica fonte di cibo e rifornimenti, portandola al collasso.

Ripercorrendo le vicende che portarono al crollo dell’Impero romano, alcuni studiosi sottolineano il ruolo che ebbero le epidemie che colpirono i territori inclusi nella vasta compagine imperiale tra il II e il V secolo dopo Cristo. Secondo lo storico francese Michel De Jaeghere, a far implodere l’Impero più che l’urto delle successive invasioni barbariche, fu la caduta demografica.

Il dimezzamento della popolazione a causa di diverse ondate pandemiche finì per piegare la tenuta sociale e militare di Roma, spianando la strada alla disgregazione. L’impatto delle pandemie fu spesso sconvolgente, portando le società colpite a mutazioni sociali e culturali notevoli.

Pensiamo ad esempio agli effetti della Peste nera del 1348 che, provocando la morte di circa un terzo della popolazione europea, segnò uno spartiacque per la società medioevale. Chi non ricorda poi la famosa Peste dei Promessi Sposi? Per giungere all’influenza spagnola del 1918, che mieté più vittime della prima guerra mondiale.

Colpendo prevalentemente la popolazione tra i 20 e 40 anni, privò di giovani leve l’Europa più del conflitto bellico. «Da Lucy,la nostra prima progenitrice, al Settecento – spiega Michele Conversano, presidente dell’Alleanza per l’invecchiamento attivo, Happyageing –  l’uomo si è trovato a combattere le epidemie senza antibiotici e vaccini, e cioè praticamente senza armi. La diffusione di pandemie ha avuto lungo la storia umana un forte impatto sulla speranza di vita, che in quel lungo lasso di tempo non è mai andata oltre i 45 anni. Fa un certo effetto pensare che quando c’erano già Leonardo, Michelangelo e il Rinascimento, e cioè all’apice della nostra civiltà, l’aspettativa di vita alla nascita fosse di appena 40 anni».

Ma quali sono state le innovazioni che hanno determinato un cambiamento della situazione? «La possibilità di accedere all’acqua potabile e i vaccini hanno trasformato la nostra esistenza e raddoppiato la speranza di vita nel giro di pochi decenni».

Fu Jenner alla fine del Settecento, senza microscopi e provette ma con la sola osservazione, a individuare il primo vaccino contro il vaiolo. Fino a quel momento il vaiolo era stata un’autentica piaga sanitaria e sociale: era capace di uccidere un contagiato su sei, e,secondo alcune stime, nel corso dei secoli avrebbe mietuto un numero variabile di vittime compreso tra 300 e 500 milioni di persone. Jenner osservò che la malattia non colpiva però gli addetti ai bovini. La ragione era che le periodiche epidemie di vaiolo bovino avevano generato un’immunità rispetto al ben più pericoloso vaiolo umano. L’intuizione di Jenner fu di inoculare liquido proveniente dalle pustole delle vacche (da qui la parola “vaccino”) negli uomini.

Da allora i vaccini hanno eradicato malattie come il vaiolo o contribuito a tenere sotto controllo epidemie che avrebbero potuto avere effetti potenzialmente devastanti sulla popolazione. Come ad esempio La poliomielite che dal 1988 ad oggi ha registrato un calo del 99% dei casi, e rimane endemica solamente in tre nazioni del mondo. O, ancora, il morbillo per il quale le vaccinazioni hanno abbattuto dell’80% la mortalità tra il 2000 e il 2017, salvando 21 milioni di vite umane. L’attesa ora è per per i vaccini anti-covid: da questi farmaci arriva la speranza di tornare presto al nostro stile di vita, mettendoci definitivamente alle spalle la pandemia.