giovedì 13 Dic 2018

La scuola delle farfalle

Carla Maria Nironi (Autore) in Pagine: 240 Collana: Premio LiberEtà

Prezzo:  9,50
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Quella raccontata da Carla Maria Nironi è un’esperienza singolare che ha valicato i confini di una città, di una regione, addirittura del paese, arrivando a diventare modello anche in altri paesi del mondo. È la storia di una crescita culturale complessiva, l’affresco di una civiltà della condivisione e dell’emancipazione, dell’impegno ma anche del divertimento.

«Noi non avevamo l’aspetto di persone impegnate. C’eravamo travestite da farfalle, eravamo giovani, con le minigonne e gli scialli colorati di moda allora, ben diverse dalle donne che avevano conquistato le scuole nel dopoguerra. Eravamo la generazione che gli anziani chiamavano affettuosamente “gioventù bruciata”. Anche la situazione non era più quella dura della ricostruzione, della scarsità di tutto. Nonostante ciò avevamo ereditato la passione dalle nostre madri e, come loro, quando vedevamo la giustezza delle nostre idee, eravamo ostinate e tenaci. Volevamo un mondo migliore per i nostri figli, e la scuola di Malaguzzi lo rappresentava in pieno».

Carla Maria Nironi traccia un quadro entusiasta con i ritratti di tutti i protagonisti che appaiono nella loro schietta umanità, nel loro impegno sociale, nella loro irresistibile simpatia. Intellettuali straordinari come Gianni Rodari o politici come il presidente Sandro Pertini. Su tutti però spicca il professor Malaguzzi, lo scienziato severo capace di ottenere il massimo da tutti, ma anche di mettersi a giocare con i bambini per ascoltarne i linguaggi e capirne la personalità, maestro ed esempio di umanità.

«La storia della Villetta è una storia particolare – dice Carla – perché è stata una scintilla che ha acceso tanti fuochi in tanti posti. Prima di tutto nella provincia di Reggio, dove c’era già matura la situazione di richiesta degli asili da parte delle persone, generalmente le madri perché gli anni Sessanta erano gli anni del boom economico, quindi andavano a lavorare e avevano bisogno di mettere questi bambini; ma c’era anche un’altra motivazione che era molto più profonda, cioè volevano per il loro bambini delle scuole degne di questo nome e non soltanto il deposito dei bambini. Questa lotta è partita da lì e poi è andata in Piemonte, Toscana, Lombardia. Loris Malaguzzi ne è stato l’ispiratore»

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