giovedì 13 Dic 2018

A sangue freddo

Eliseo Ferrari (Autore) in Pagine: 146 Collana: Premio LiberEtà

Prezzo:  9,00
Torna indietro

Ferrari racconta la sua vita e quella di tanti come lui che in periodi assai bui del dopoguerra, e oltre, hanno lottato, alcuni perdendo anche la vita nell’eccidio del 9 gennaio 1950 a Modena, per conquistare ai lavoratori diritti e dignità di uomini.

Ci sono degli avvenimenti che riassumono e completano un’intera esistenza; quegli avvenimenti in cui la storia concentra tutte le contraddizioni della vita degli individui.

Eliseo Ferrari (Modena, 1925) è stato garzone, spazzino, mondariso, fonditore; partigiano combattente nella Divisione Garibaldi; segretario della Fiom Cgil, segretario del Pci e responsabile della Cdl di Modena; segretario della Cgil, dello Spi e del Patronato Inca dell’Emilia Romagna. Ma tutta questa attività si concentra il 9 gennaio 1950, quando Ferrari vive da protagonista uno di quegli avvenimenti che sintetizzano un’epoca: l’eccidio, «a sangue freddo», di sei operai modenesi che partecipavano a una civilissima iniziativa per resistere alla politica ferocemente antisindacale e soprattutto contro i lavoratori della fonderia Valdevit. Un fatto terribile, che si inserisce in un momento storico caratterizzato dal forsennato attacco della grande industria e del padronato alle conquiste appena raggiunte dalla società italiana con la Costituzione Repubblicana: gli anni della scissione sindacale attuata «con i soldi Usa», della persecuzione degli antifascisti, dell’arresto di 3.500 braccianti accusati dell’occupazione delle terre (poi tutti assolti), degli interventi della polizia nei conflitti di lavoro «utilizzando il codice fascista Rocco contro la Costituzione italiana, definita dal ministro Scelba “una trappola”».

La ricostruzione dell’eccidio è esemplare e particolareggiata, nient’affatto faziosa ma pervasa da un sentimento di sdegno, scritta con stile fermo ed essenziale, come fa chi sta dalla parte della verità e non dimentica quei sei lavoratori che morirono innocenti: Angelo Appiani, Arturo Chiappelli, Arturo Malagoli, Roberto Rovatti, Ennio Garagnani, Renzo Bersani.

- Advertisement -

Più letti