Piccolo manuale di autodifesa dal telemarketing selvaggio

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Nonostante i continui tentativi di arginarlo, il fenomeno è divenuto particolarmente insistente. Le telefonate promozionali non accennano a diminuire e continuano imperterrite a disturbare le nostre giornate nelle occasioni e negli orari più inopportuni. Anzi, al contrario, in alcuni periodi dell’anno aumentano notevolmente. Cosa possiamo fare per tutelarci? E a cosa dobbiamo stare attenti per non cadere negli inganni e nelle vere e proprie truffe di cui, a volte, queste telefonate sono portatrici?

Per esprimere la propria indisponibilità a essere contattati con telefonate a scopo commerciale esiste il registro pubblico delle opposizioni (Rpo). Si tratta di un servizio che offre agli utenti la possibilità di tutelarsi rifiutando che il proprio numero di telefono e l’indirizzo vengano utilizzati per finalità di marketing. Iscrivendosi gratuitamente l’utente dichiara la propria contrarietà a ricevere materiale pubblicitario cartaceo o telefonate promozionali o entrambe le modalità di contatto. Istituito con un decreto del presidente della Repubblica nel 2010, è stato aggiornato nel 2019 e il suo ambito di applicazione è stato ampliato anche alle comunicazioni pubblicitarie cartacee, oltre a quelle telefoniche. Il cittadino può iscriversi all’Rpo, chiedere il rinnovo, la revoca selettiva e la cancellazione della propria iscrizione tramite modulo web, telefono (per i fissi numero verde 800.957766, per i cellulari 06.42986411) o e-mail. L’operatore di telemarketing, invece, deve registrarsi al servizio tramite modulo web per poter verificare le proprie liste di contatti. Nonostante esista da diversi anni, il registro pubblico delle opposizioni non è però mai riuscito ad arginare in maniera efficace le telefonate moleste, operazione che sarebbe stata possibile adottando un sistema detto opt-in, per cui si iscriverebbero soltanto gli utenti che intendono fornire il proprio consenso a essere contattati, invece che l’attuale sistema detto opt-out che prevede l’esplicita rinuncia alla ricezione delle chiamate.

App e servizi di blocco delle chiamate

Esistono numerose app per smartphone che possono aiutarci a bloccare le chiamate indesiderate identificando i numeri sospetti o registrati come call center molesti. Tuttavia, non ci mettono del tutto al riparo dal fenomeno, dal momento che le numerazioni utilizzate sono molte e sono aggiornate frequentemente. Molti operatori telefonici offrono servizi di blocco delle chiamate o filtri per numeri indesiderati. Possiamo verificare con il nostro operatore se questi servizi sono disponibili, come attivarli e se hanno un costo.

Che fare quando si riceve una chiamata molesta?

Evitiamo sempre di fornire qualsiasi informazione personale: indirizzo, gestore telefonico o di energia, numero di carta di credito, dettagli bancari. Se veramente siamo interessati a cambiare offerta (ad esempio del proprio contratto telefonico) contattiamo direttamente l’azienda attraverso i canali ufficiali (sito web, servizio clienti) e non diamo informazioni durante la chiamata ricevuta a fini promozionali: non possiamo mai essere sicuri di chi ci sia dall’altra parte. In ogni caso, evitiamo di dire “Sì” durante una chiamata promozionale: questa risposta potrebbe essere registrata e utilizzata per scopi fraudolenti, per fingere il nostro consenso a dichiarazioni o adesioni non autorizzate. Diffidiamo di chi si spaccia per un addetto di un’autorità indipendente (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente; Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; Autorità garante della concorrenza e del mercato) o di un’associazione dei consumatori, tra cui la stessa Federconsumatori. Nessuno di questi enti promuove contratti, servizi o sottoscrizioni al telefono.

Che fare se continuano a contattarci anche se abbiamo negato il consenso?

Se un call center viola le normative del regolamento generale sulla protezione dei dati possiamo presentare una denuncia presso l’autorità competente per la protezione dei dati (garante della privacy).

Che fare se ci hanno attivato un contratto non richiesto?

Per essere certi di non essere caduti vittime di un’attivazione non richiesta controlliamo sempre attentamente le bollette e le comunicazioni che riceviamo, verificando che gli operatori siano sempre quelli con i quali abbiamo stipulato il contratto e controllando anche i dettagli di spesa per appurare che non vi siano addebiti sospetti, che potrebbero essere il risultato di chiamate indesiderate. Comunque, se a seguito di una telefonata di telemarketing ci ritroviamo con un contratto attivato non richiesto, il nostro consiglio è quello di contattare immediatamente la Federconsumatori: in questi casi essere tempestivi è molto importante.

Le chiamate di telemarketing molesto possono essere effettuate per diversi motivi. Tra i più frequenti e diffusi ci sono:

• le vendite aggressive, ovvero venditori che cercano, con insistenza, di proporre l’acquisto di prodotti o servizi;

• i sondaggi di opinione e le ricerche di mercato finalizzati a raccogliere dati dai consumatori che talvolta poi vengono utilizzati per scopi differenti da quelli dichiarati;

• fenomeni di phishing, che in italiano si può tradurre con pescare, ovvero tentativi di ottenere informazioni personali per scopi fraudolenti.

L’articolo è a cura di Federconsumatori ed è uscito nel numero di gennaio 2025 di LiberEtà. Per abbonarsi cliccare .