Il nostro domani. Il futuro raccontato da nonni e nipoti #1

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Nonni e nipoti a confronto sul futuro. Come sarà il nostro domani? In che modo la pandemia ha cambiato orizzonti, aspettative e speranze? Lo abbiamo chiesto a tanti nonni e nipoti che per più di due mesi non si sono potuti vedere ma sono rimasti in contatto con il telefono e le videochiamate. Ora eccoli riuniti virtualmente in un confronto tra generazioni sul futuro che ci attende. Una doppia testimonianza per ogni puntata.


Marta ha settant’anni. Maestra di scuola elementare in pensione. Per lei è difficile pensare al futuro: “non saprei proprio dove collocarlo, ora come ora”. È difficile pensare al futuro non solo per la presenza del virus ma anche perché gli sconvolgimenti culturali ed economici sono così grandi che non si può dare una forma a ciò che ci aspetta. “Pensiamo solo a come cambierà la scuola. Dovremo mandarci i nostri nipoti tenendoli a distanza, che è praticamente il contrario di tutto ciò che per una vita gli abbiamo insegnato. E questo mi spaventa”. Già, perché Marta è spaventata anche per tutto ciò che di regressivo sta avvenendo sotto i nostri occhi. “Però potrebbero anche esserci risvolti positivi, potremmo riscoprire certi valori che abbiamo dimenticato. Ma dovremmo cambiare anche noi. E non sono convinta che saremo in grado di cambiare tutti, ormai siamo abituati a pretendere tutto e subito, non siamo disposti a rinunciare a nulla e anche le nuove generazioni sono state educate a tutto questo”. Ecco, le preoccupazioni per i figli e soprattutto i nipoti sono tante. Ma Marta, nonostante il suo scetticismo, è anche ottimista e crede che forse qualcosa si possa fare ancora. “La mia speranza è che tutte le mie paure non si avverino. Spero che ci si renda conto che bisogna cambiare rotta, ridurre gli sprechi, tornare a ridare valore alle cose”.

Di diverso avviso sono i tre nipoti di Marta, tutti inguaribilmente ottimisti, per fortuna. Pietro a cinque anni dice “io il futuro lo vedo bellissimo, perché farò tante cose belle, come andare a trovare i miei amici”. Quanto hanno sofferto bambini e adolescenti in questi mesi senza poter vedere i compagni di scuola e gli amici e divertirsi all’aria aperta? Difficile per loro, sì. Eppure la speranza che tutto possa ricominciare daccapo è tanta. Suo fratello Luca, che di anni ne ha undici, è fiducioso: “Se i positivi continuano a diminuire, piano piano si potrà ricominciare tutto. Però comunque penso che bisogna sempre mettersi le protezioni, e rispettare il distanziamento sociale. Mi manca la scuola, i miei amici, lo sport. Ma non ho paura del futuro, ho fiducia che tutto si risolverà. Questa brutta situazione mi fa pensare che se dovesse esserci un’altra epidemia bisognerebbe agire subito”. Anche Dario, l’altro fratello che di anni ne ha nove, il futuro lo vede bello: “mi sembra che dopo tutta questa crisi la situazione si stia risolvendo. La scuola sarà ancora un po’ difficile, però ci abitueremo e sono molto felice se penso a quando incontrerò di nuovo i miei amici”. Non solo speranza nelle parole di questi bambini, anche tanto senso della realtà e piedi per terra: “staremo più attenti – continua Dario – e quando ci sarà un altro virus in giro chiuderemo tutti i negozi e le scuole, quindi io il futuro lo vedo abbastanza bene”.

Insomma, non c’è nulla da temere. L’importante è sapere cosa fare. Un bell’insegnamento che ci arriva dai più piccoli. Un bel messaggio per il futuro, anche per i più adulti, da mixare per bene con la saggezza dei nonni che con lucidità guardano al futuro animati da timori, senz’altro, ma anche da tante speranze.