Il Metaverso. Un mondo sempre più virtuale

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Del progetto si sa poco, e anche se può apparire fantascientifico, in verità è molto reale. Soprattutto per l’azienda di Zuckerberg che per la sua realizzazione ha investito miliardi di dollari. 

Letto sui giornali o visto in televisione, probabilmente in tanti si sono imbattuti in Metaverso. Se ne sente parlare da quando Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha deciso di chiamare “Meta” l’azienda che gestisce Facebook, Whatsapp e Instagram. Nome non scelto a caso, perché Metaverso è un progetto del quale si sa ancora poco, ma che sembra molto reale per l’azienda, che ha già investito diversi miliardi di dollari. Ed è reale anche per i concorrenti nel settore tecnologico, che a loro volta hanno annunciato ingenti investimenti nell’evoluzione dell’universo digitale: Epic Games con Fortnite, Microsoft, il produttore di chip Nvidia, la piattaforma di giochi on line Roblox e molte altre. Ma a cosa stanno realmente puntando queste aziende?

Le origini. Il termine unisce “meta” (dentro, oltre) e “verso” (abbreviazione di universo) per indicare un universo parallelo al mondo reale. Pur rappresentando quello che potrebbe essere il futuro di internet, il termine compare la prima volta nel 1992 nel romanzo Snow Crash di Neal Stephenson. Nel libro il protagonista Hiro scappa dalla sua vita rifugiandosi in una realtà virtuale creata con il suo computer, cui accede con occhiali e cuffie collegati al Pc. Questo metaverso letterario non si allontana molto da quella che potrebbe essere una realtà nella quale digitale e reale si uniscono e le persone, con i propri avatar (rappresentazione digitale di sé), possono stringere relazioni, lavorare, divertirsi e interagire. Inoltre, in questo mondo digitale la realtà virtuale è profondamente connessa al web. È quindi un’espansione virtuale del mondo reale, accessibile con dispositivi tecnologici indossabili, come occhiali intelligenti, visori e caschi di realtà virtuale, guanti e tute tattili. Tutti dispositivi che già ora permettono di entrare in videogame o realtà digitali vivendo un’esperienza immersiva. Qualcosa del genere, in realtà, esiste già. I social network permettono un’interazione digitale crescente e nelle comunità virtuali di videogiochi, come Fortnite e Minecraft, milioni di giocatori da tutto il mondo si riuniscono a giocare tramite i loro avatar. E qualcosa di molto simile a un vero e proprio mondo virtuale parallelo esiste già dal 2003, quando fu creato “Second Life”. Qui le persone, rappresentate da avatar digitali, possono esplorare vari ambienti, socializzare e dedicarsi a una seconda vita digitale. Dopo il suo apice tra 2007 e 2013, ormai è superato, ma potrebbe rilanciarsi con queste nuove tecnologie.

Il limite. Che siano superati o in piena attività, questi metaversi hanno oggi un limite comune: la mediazione di uno schermo. Per accedervi infatti bisogna connettersi a un browser e interagire tramite smartphone, tablet o Pc. Il metaverso che si sta delineando, invece, prevede l’uso di appositi dispositivi, che immergono gli utenti all’interno della realtà digitale. Inoltre, per interagire e compiere azioni in queste piattaforme e in quelle sempre più immersive che verranno, bisogna avere un portafoglio digitale con criptovaluta, cioè monete virtuali.

Le possibilità. Il metaverso, oltre a un’economia propria, ha anche regole proprie che ampliano le capacità tecnologiche e riducono i limiti di tempo e di spazio. Si potrà così visitare una casa da acquistare o un museo in un altro paese. L’avatar potrebbe incontrare quello dell’agente immobiliare o della guida nel metaverso e vedere la rappresentazione virtuale dell’appartamento o del museo. Tutto senza muoversi dal divano. Sembra fantascienza, e sicuramente in molti storceranno il naso di fronte alle diverse implicazioni anche negative che ne potrebbero derivare. Ma potrebbe essere realtà entro i prossimi cinquesei anni, quando in molti potranno magari trascorrere parte della propria vita in uno dei metaversi. Provocando in questo modo una trasformazione ancora maggiore di quella portata da internet o dagli smartphone e stravolgendo una volta ancora le nostre vite. Se non di tutti, almeno di chi deciderà di entrare nel nuovo metaverso.