Il fresco profumo della libertà contro le mafie

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A Cerignola si voterà tra pochi giorni. I cittadini potranno esprimersi nuovamente per scegliere il proprio sindaco dopo il commissariamento per mafia decretato due anni fa. Già, mafia. Qui a Cerignola, nel cuore della Capitanata, le inflitrazioni mafiose sono profonde e ramificate. Eppure c’è chi, come i ragazzi della cooperativa sociale Altereco, si danno da fare giorno dopo giorno per restituire al territorio lavoro legale. Lo fanno su terreni e beni confiscati alle mafie. Come quello di TerraAut, chiamato così in memoria di Peppino Impastato e Radio Aut, inaugurato ufficialmente nel marzo del 2012.

Presto a TerraAut verrà inaugurato un bed & breakfast capace di accogliere turisti e pellegrini che percorrono l’attigua via Francigena. È l’ultima tappa di un lungo percorso che, a partire dai campi della legalità, ha visto protagonista anche il sindacato dei pensionati della Cgil che ha sostenuto energicamente, insieme alla Fondazione con il Sud, l’ultimo progetto di ampliamento delle attività della cooperativa Altereco, già da anni impegnata con TerraAut sul fronte della produzione di prodotti a chilometro zero e della formazione. Il nome del progetto, “Il fresco profumo della libertà”, rende onore alle parole che Paolo Borsellino pronunciò dopo la morte di Giovanni Falcone («La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità»).

Nel nuovo complesso, da poco ristrutturato, si potranno realizzare tante nuove attività: oltre al bed & breakfast anche un laboratorio per le scuole e la bottega per la vendita diretta dei prodotti. Ma i progetti in corso sono già numerosi, come le borse lavoro, destinate anche a percorsi di giustizia riparativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sindacato dei pensionati della Cgil è stato uno dei protagonisti di questo percorso di ritorno alla legalità del territorio, contribuendo in maniera significativa a sostenere progetti di recupero dei beni confiscati e di creazione di lavoro legale. A spiegarlo chiaramente è stato ieri a Cerignola il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti che dal palco del teatro della città, intervenendo all’iniziativa Legalità, diritti e terre liberate, ha spiegato perché è importante che il sindacato sia in prima linea nella battaglia per la legalità: “Cerignola è la terra di Giuseppe Di Vittorio. Terra di lotte, di emancipazione degli ultimi, di un sindacato che seppe andare dove stavano i lavoratori rappresentandoli e guidandoli verso grandi conquiste. Terra oggi purtroppo anche di pesanti infiltrazioni mafiose e malavitose, che stritolano il territorio impedendogli di crescere e di svilupparsi nella legalità”, ha detto Pedretti. “Per questo è importante esserci, anche partecipando attivamente al recupero di un bene confiscato insieme alla Cooperativa AlterEco. Lo intitoleremo proprio al nostro Di Vittorio, che per noi resta un padre fondatore ma anche un esempio a cui continuare a guardare e dal quale farsi ispirare”, ha aggiunto il segretario generale dello Spi Cgil, sottolineando come la partecipazione democratica dei cittadini alla vita del proprio territorio sia uno degli strumenti con cui possiamo combattere e sconfiggere le mafie.

Sul palco del teatro di Cerignola si sono alternate le testimonianze di chi sul territorio ci lavora tutti i giorni, come Dora Giannatempo, responsabile formazione della cooperativa Altereco, che ha sottolineato quanto sia importante intraprendere un’azione coesa e collettiva contro la malavita proprio attraverso il riuso di beni confiscati. “Vogliamo che il nostro lavoro serva al riscatto sociale del territorio, vogliamo trasformare la nostra terra in un luogo di rinascita e di ripresa per tutti. Per questo è importante fare rete. E ancor più importante è lo scambio intergenerazionale”, ha aggiunto Giannatempo sottolineando come la cooperativa Altereco sia impegnata in un nuovo modo di fare agricoltura: “Vogliamo fare un’agricoltura sociale e delle relazioni intrecciandola con il turismo sostenibile, la cittadinanza consapevole e il consumo critico”.

All’iniziativa hanno partecipato Gianni Forte, segretario generale dello Spi Cgil Puglia, Alfonso Ciampolillo, segretario provinciale dello Spi Cgil Foggia e Maurizio Carmeno, segretario generale della Cgil di Foggia, e Tina Pizzolo del coordinamento donne dello Spi Cgil di Foggia. I rappresentanti del sindacato hanno sottolineato quanto le mafie siano presenti nella Capitanata. I comuni sciolti per inflitrazioni mafiose sono ben cinque. Una criminalità che prospera dove c’è crisi e disoccupazione. Per questo è importante creare un’economia alternativa, occupazione legale. Solo così si può battere davvero l’illegalità. Serve riconvertire i beni confiscati. Ma attenzione, in Puglia, il 42% dei terreni confiscati alla mafia non è stato ancora assegnato.

Anche la commissaria straordinaria del Comune di Foggia, Adriana Sabato, ha portato la sua testimonianza, come prima cittadina designata a gestire una situazione emergenziale. Sabato ha sottolineato come si possono riutilizzare i beni confiscati alle mafie citandone alcuni del territorio che verranno adibiti a casa rifugio per donne vittime di violenza, a vero e proprio centro antiviolenza e, infine, a terreni agricoli da affidare a cooperative sociali. Sabato ha ricordato anche quanto sia evoluta la nostra normativa antimafia e quanto sia importante, per renderla effettivamente operativa, coinvolgere le associazioni e le cooperative presenti sul territorio.

Infine, gli interventi dell’Assessore al welfare della Regione Puglia, Rosa Barone, e quello della responsabile del provveditorato agli studi di Foggia, Maria Aida Episcopo, che hanno sottolineato l’importanza di fare formazione nelle scuole e di attivare circuiti virtuosi sul territorio, a partire dai più giovani. “La differenza la fa la cultura”, ha detto Barone.