Umiliati e offesi. Il diario di Teresa

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Sono una donna di ottantasei anni.A causa di una rovinosa caduta in casa ho riportato varie fratture e sono stata ricoverata in ospedale. Poi, per oltre un mese, sono stata ospite di una residenza per la riabilitazione e testimone di un mondo che mi era assolutamente sconosciuto, dell’atmosfera che vi regna e di come sono trattati gli anziani.

La struttura all’esterno è piacevole, ben tenuta. Un’area tranquilla, senza rumori, l’aria è salubre. Dentro invece… Per tutto il tempo in cui vi ho soggiornato, non mi è mai stata fatta una doccia. Il bagno e la camera erano sporchi. Ho dovuto talvolta uccidere le formiche che spadroneggiavano in bagno. E poi gli acari che di notte non mi lasciavano tregua provocandomi un insopportabile prurito. La loro presenza era dovuta al cuscino e all’imbottitura del letto che sapevano di umidità, di vecchio e di unto.

Il personale di servizio non era assolutamente preparato. Le operatrici più anziane erano arroganti e indisponenti, gli ospiti continuavano a essere umiliati, a subire violenze psicologiche e a essere trattati come delle nullità, come persone incapaci di intendere e di volere, colpevoli di essere vecchi. Più di una volta ho aiutato una mia coetanea, disperata, che chiedeva aiuto perché non ricordava dove fosse la sua camera.

Nessuno, però, era disponibile o preparato ad aiutarla. Chi è ospite, invece, dovrebbe essere ritenuto sacro. Una sera un’operatrice mi ha detto che sono una vecchia pazza isterica. Io le avevo semplicemente chiesto di portarmi a letto alle 21,30. Per non reagire in malo modo, mi sono messa a piangere. Poi non sono riuscita a prendere sonno: ero stata troppo offesa!

(…)

Questa è un’anteprima del diario. Puoi continuare a leggerlo sul numero di LiberEtà di marzo. Per riceverlo a casa chiamaci allo 06 44481344 oppure
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