Assegno unico, cosa c’è da sapere

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La nuova misura istituita con la legge delega 46/2021, a regime riguarda sette milioni di famiglie con figli a carico. L’intento è rendere più inclusivo il sistema di welfare e garantire un sostegno anche ai lavoratori autonomi, atipici e ai disoccupati. 

La dicitura completa della nuova misura è quella di “assegno unico e universale”. Unico perché ha semplificato un contesto nel quale erano tanti e diversificati i bonus e le agevolazioni rivolti alle famiglie con figli. Universale perché viene garantito a tutte le famiglie con figli a carico.

Come si legge nel sito dell’Inps, si tratta di «un sostegno economico attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni)». Per i figli con disabilità non ci sono limiti di età. L’importo varia a seconda delle condizioni reddituali della famiglia che lo richiede.

A chi spetta. L’assegno è riconosciuto per ogni figlio o figlia minorenne a carico; il diritto decorre dal settimo mese di gravidanza; per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, per cui ricorra una delle seguenti condizioni:
• frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;      • svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;                                                                                          • sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;                                                                                                                     • svolga il servizio civile universale;                                                                                 • per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

La richiesta. La domanda per richiedere l’assegno unico poteva essere presentata già a partire dal 1° gennaio 2022. A chi presenta la domanda entro il 30 giugno verranno comunque riconosciuti gli assegni spettanti a partire dal mese di marzo. Per il calcolo occorre presentare un Isee (indicatore della situazione economica equivalente) valido nel momento in cui si presenta la domanda. Senza l’Isee si accederà soltanto all’importo minimo, pari a cinquanta euro per ciascun figlio.

Chi può presentare la domanda. I soggetti che possono presentare
la domanda di assegno unico sono:
• genitori conviventi;
• genitori separati o divorziati;
• genitore unico; • genitori affidatari; • tutore del figlio; • tutore
del genitore; • chi ha la responsabilità genitoriale.

Come si richiede. Le modalità per presentare la richiesta dell’assegno unico sono varie:    • direttamente all’Inps per via telematica, utilizzando lo Spid almeno di livello 2, carta di identità elettronica (Cie) o carta nazionale dei servizi (Cns);                                              • telefonicamente tramite Contact center dell’Inps;
• tramite patronato.
Il nostro consiglio è di rivolgersi al patronato Inca Cgil, muniti di un Isee valido, il quale a sua volta può essere richiesto presso i Caaf Cgil.

I requisiti necessari. Per fare domanda sono richiesti i seguenti requisiti:                       • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare;
• essere titolare del diritto
di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
• essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo;
• essere titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per
un periodo superiore a sei mesi;
• essere titolare di permesso
di soggiorno per motivi
di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo
superiore a sei mesi;
• essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
• essere residente e domiciliato
in Italia;
• essere o essere stato residente in Italia per almeno
due anni, anche
non continuativi;
• essere titolare di un contratto
di lavoro a tempo indeterminato
o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Quando sarà pagato. Per chi ha presentato la domanda a gennaio e febbraio, il primo assegno sarà pagato tra il 15 e il 21 marzo. Per chi presenterà la domanda entro il 30 giugno 2022, i pagamenti inizieranno comunque a decorrere da marzo 2022 e non perderà quindi neanche un assegno. Per le domande compilate dopo il 30 giugno, invece, il primo pagamento arriverà alla fine del mese successivo a quello di presentazione della richiesta.

Per alcuni redditi è prevista una clausola di salvaguardia
Con l’assegno unico universale il governo ha inteso rendere più inclusivo il sistema di welfare attraverso uno strumento che garantisca un sostegno a tutte le famiglie, anche quelle dei lavoratori autonomi, atipici o disoccupati. In realtà, secondo i calcoli messi a punto dall’ufficio parlamentare di bilancio circa un milione di bambini e ragazzi riceveranno cifre inferiori rispetto a quelle di cui godevano con le detrazioni e gli assegni familiari che saranno inglobati dalla nuova misura. Al fine di evitare questo effetto indesiderato che interesserà il 10 per cento delle famiglie (circa 746 mila) che perderebbero una media di 503 euro l’anno, il governo ha introdotto una clausola di salvaguardia.

Questa però è triennale, e scadrà quindi nel 2024, è soggetta a décalage ed è limitata ai nuclei familiari il cui Isee arriva fino a 25 mila euro. Se nel 2022, la clausola metterà in sicurezza 333 mila famiglie, abbandonandone 413 mila, nel 2023 quelle coperte dalla clausola scenderanno a due terzi e a un terzo nel 2024. A partire dal 2024, la perdita di denaro sull’assegno riguarderà 746 mila nuclei familiari, per un totale di un milione di ragazzi.