Alimentazione. I falsi miti a tavola

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Oggi, complice la larga diffusione dei social network, le notizie non vere si diffondono a grande velocità e diventa poi molto difficile smentirle. Questo avviene anche per quanto riguarda il cibo e gli alimenti. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza con l’aiuto del professor Marcello Ticca

Le informazioni errate che circolano intorno a ciò che mangiamo sono molto diffuse, non tramontano mai e si tramandano di padre in figlio. Sono argomenti che possono influenzare le abitudini di una persona e della propria famiglia, che il più delle volte ignorano le raccomandazioni degli esperti di alimentazione. Le fake news sul cibo sono coinvolgenti, e oggi, purtroppo, tragicamente amplificate dalla grande diffusione dei social network. Nel giro di pochi secondi raggiungono milioni di persone, e diventa poi praticamente impossibile scalzarle. Cerchiamo di sfatare qualcuna di queste false informazioni insieme con il professor Marcello Ticca, libero docente di scienza dell’alimentazione alla Sapienza Università di Roma.

Professor Ticca, possiamo sfatare qualche falsa credenza sul cibo cominciando dal primo pasto della giornata, la colazione?

«Sì certo. E partiamo dal latte, che è una delle principali fonti di calcio insieme ai prodotti lattocaseari. Va detto che il latte magro non contiene affatto meno calcio come si sente dire, anzi spesso ne contiene di più. Anche l’idea che il latte a lunga conservazione sia meno nutriente di quello fresco è sbagliata. Oggi, è molto diffusa anche la falsa notizia che bere il latte da adulti faccia male. Va smentita: il latte fa bene a qualsiasi età, perché oltre che di calcio è ricco di altre sostanze nutrienti. Chi è intollerante può bere il latte senza lattosio che ha lo stesso identico valore nutritivo del latte intero».

Passiamo al caffè. Quanto se ne può bere ed è vero che il decaffeinato fa male?

«I sospetti sul decaffeinato hanno dei fondamenti: fino a qualche tempo fa, infatti, si usavano solventi chimici per eliminare la caffeina. Oggi però questo metodo non è quasi più praticato e se ne usano altri che non lasciano tracce di sostanze nocive. Il decaffeinato può quindi essere molto utile per chi è sensibile alla caffeina e vuole ad esempio prendere un caffè la sera. Per quanto riguarda gli anziani sono leggermente più sensibili agli effetti della caffeina, ma si possono tranquillamente bere due o tre caffè al giorno, anche perché stimolano l’attività intellettuale. E possono essere utili in quei casi in cui c’è un calo di pressione dopo i pasti. Nel caso poi di aritmie o problemi cardiocircolatori sarà il medico a indirizzare una persona verso il caffè decaffeinato».

Veniamo alle false credenze che riguardano gli altri pasti. È vero, ad esempio, che la pasta andrebbe mangiata soltanto a pranzo e non la sera?

«Questa notizia è completamente falsa. È stata inventata da qualcuno che voleva attirare l’attenzione creando dei format di successo di fake news. Non c’è nessun motivo al mondo per cui mangiare pasta la sera possa far male o far ingrassare. Ovviamente va premesso che la cena deve essere alleggerita rispetto agli altri pasti della giornata, perché per motivi ormonali siamo meno propensi a bruciare quello che mangiamo e più propensi a depositarlo come grasso. Quindi, nell’ambito di una cena leggera, se al posto della carne si mangia la pasta possibilmente con condimenti leggeri, sarà molto più facile digerirla. E andare a letto più leggeri consente, ovviamente, di dormire meglio».

La frutta va mangiata lontana dai pasti?

«Non è vero. Qualunque momento della giornata va bene per mangiare la frutta e ne andrebbero mangiate almeno tre porzioni al giorno. Mangiare la frutta a fine pasto dà alcuni vantaggi: prende il posto del dessert e fa sì che non mangiamo dolci, ci dà senso di sazietà, ci fornisce la vitamina C necessaria per assorbire meglio il ferro presente negli alimenti. Infine, ci fornisce antiossidanti utili durante la digestione a combattere i radicali liberi».

Anche le uova spesso sono messe sotto accusa. È vero che bisogna mangiarne poche?

«È vero che il tuorlo contiene molto colesterolo, ma oggi si producono uova con meno colesterolo. Va poi anche detto che il colesterolo alimentare incide solo di un 20 per cento sul colesterolo che circola nel sangue. Non bisogna però esagerare: due o tre uova a settimana sono previste nelle linee guida della sana alimentazione».

È giusto demonizzare la carne rossa?

«E fuori dubbio che di carne ne mangiamo troppa. Ma quelle che fanno realmente male e che potrebbero provocare tumori, sono le carni lavorate, quelle salate, conservate, affumicate. La carne rossa in sé non fa male: si consigliano quattrocento grammi a settimana, cioè due o tre porzioni di carne su quattordici pasti settimanali che consumiamo. In Italia siamo leggermente oltre. Andrebbe però ridotto notevolmente il consumo di salumi».

E quanto pesce invece va consumato?

«È assolutamente consigliabile consumarne di più. È più digeribile, contiene quei preziosi acidi grassi omega 3 che non si trovano in altri alimenti. Bastano due o tre porzioni da 150 grammi a settimana per assicurarci la quantità settimanale di omega 3, senza andare a cercare le capsule in farmacia. Per quanto riguarda la notizia che fa bene alla memoria per la presenza fosforo va detto che questa sostanza è presente in molti altri alimenti e non ne abbiamo mai una reale carenza».

E i cibi surgelati?

«La surgelazione è il sistema più sicuro di conservazione degli alimenti perché quasi tutti gli alimenti surgelati sono privi di conservanti. Se la surgelazione viene effettuata in maniera corretta e la catena del freddo è efficiente e non viene interrotta tra il negozio e la nostra abitazione, magari utilizzando una borsa termica, gli alimenti surgelati sono quelli che conservano meglio il loro potere nutritivo».