Vogliamo essere protagoniste di una storia nuova

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A Roma oggi l’assemblea delle donne, studentesse, delegate, lavoratrici e pensionate Cgil durante la quale è stata presentata la nuova piattaforma di genere BelleCiao, ora digitale e consultabile online sul sito della Cgil nazionale

“Protagoniste di una storia nuova” è lo slogan che la Cgil ha scelto quest’anno per l’assemblea nazionale delle donne al teatro Ambra Jovinelli di Roma. Una mattinata in cui sul palco si sono alternate delegate, lavoratrici e pensionate da ogni parte d’Italia, le vere protagoniste del mondo del lavoro, ognuna con la propria storia, ognuna con l’esperienza del proprio territorio.

In apertura gli interventi di due giovani donne e studentesse, Federica e Camilla, rispettivamente di diciotto e ventiquattro anni, che si sono dette pronte a combattere per la tutela di quegli stessi diritti per cui tante donne hanno lottato in passato: «la lotta e la rivoluzione vogliamo continuare a farle anche noi». Dopo di loro è intervenuta Gazal, attivista iraniana fuggita dal suo paese in Italia per poter studiare liberamente: «il raggiungimento della libertà delle donne in Iran sarà il simbolo della libertà di tutte le donne vittime di soprusi nel resto del mondo».

Lara Ghiglione, responsabile delle politiche di genere della Cgil, nella relazione introduttiva ha ricordato come l’agire del Sindacato debba essere sempre collettivo «e quindi realizzarsi nella condivisione, quello che noi oggi proviamo a costruire deve essere orientato al futuro e deve avere tra i suoi obiettivi la condizione delle donne. La Cgil – ha aggiunto Ghiglione – non può rassegnarsi all’idea di perdere i giovani, di non essere un punto di riferimento per loro, perché troppe ragazze e troppi ragazzi trovano la propria realizzazione lontano dal nostro paese e questo rappresenta una sconfitta anche nostra. Non ce lo possiamo permettere. Sarebbe un gravissimo fallimento per il nostro paese perdere le loro intelligenze, la loro capacità di sognare e realizzare un mondo più giusto. I giovani non sono superficiali e sanno alzare la voce con decisione per le battaglie sociali e politiche fondamentali».

Dall’assemblea delle donne e da tutta la Cgil è arrivato poi il saluto e il sostegno alle ragazze e ai ragazzi del Fridays for future che proprio oggi, 3 marzo, sono scesi in piazza per la salvaguardia del pianeta e per chiedere un nuovo modello di sviluppo alternativo a quello che promuove solo il profitto di pochi.

L’assemblea ha assistito anche all’esibizione della cantante Tosca: emozionante la versione di “Bella Ciao”, il “canto dei partigiani” in lingua persiana per Mahsa Amini.

È stata presentata anche la piattaforma di genere BelleCiao, che è diventata digitale ed è consultabile online sul sito della Cgil nazionale.  Essa è il frutto di un lavoro di confronto e condivisione tra la CGIL nazionale, le categorie, e i territori e ha come obiettivo prioritario quello di migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne, anche a partire dalla loro piena partecipazione alla vita economica, politica e sociale del Paese.

«I dati parlano chiaro – ha sottolineato Ghiglione – esiste ancora un importante divario occupazionale, salariale e nelle progressioni di carriera che continua a penalizzare le donne. Molestie e violenze sul lavoro e in ambito familiare non accennano ad arrestarsi. Di fronte a questo quadro, tutt’altro che positivo, la CGIL si pone l’obiettivo di determinare un netto cambiamento culturale e sostanziale, per un definitivo superamento delle tante disuguaglianze che penalizzano le donne. La contrattazione, in tutte le sue declinazioni, è lo strumento fondamentale attraverso il quale raggiungere gli obiettivi concreti che possiamo e dobbiamo raggiungere anche mettendo in rete le tante buone pratiche ed esperienze che abbiamo promosso e agito nei territori e nelle categorie, per riproporle in altri contesti, anche unitariamente a CISL e UIL e nel rapporto di confronto e alleanza con le tante associazioni che si occupano di politiche di genere».

Tante le voci di donne lavoratrici appartenenti ai diversi settori del mondo del lavoro e le pensionate che si sono alternate portando la propria esperienza sia di risultati raggiunti sia di difficoltà incontrate in ambito lavorativo, anche nel periodo della pandemia. Come la lavoratrice precaria iscritta alla Nidil che ha dichiarato «A 41 anni non ho ancora avuto la gioia di un contratto a tempo indeterminato, ma sono una persona speranzosa».

O la rider siciliana che sogna che il suo lavoro quotidiano acquisisca dignità: «Voglio non essere considerata l’ultimo gradino della società, voglio avere un luogo di lavoro e soprattutto che le mie esigenze di donna vengano ascoltate e sostenute. Credo che per migliorare la condizione delle donne nel mio settore sia necessario rivoluzionare il concetto stesso di sicurezza sul lavoro. Abbiamo bisogno di strumenti di difesa, di corsi di autodifesa. Tutte noi ovviamente giriamo con lo spray al peperoncino, ma ci devono essere forniti dall’azienda perché noi ci poniamo in una condizione di rischio per metterci al servizio dell’azienda. Abbiamo bisogno di servizi igienici tutti nostri e di un luogo dove noi rider possiamo riposare tra una consegna e l’altra, dove possiamo incontrarci, confrontarci e riconoscerci come un corpo unico, anche se lavoriamo per aziende e multinazionali diverse. Un luogo dove poter avere un sostegno sotto tutti gli aspetti, legale, psicologico».

In chiusura della mattinata l’intervento del segretario generale della Cgil Maurizio Landini che ha sottolineato come la piattaforma di genere presentata oggi debba diventare la piattaforma di tutta la Cgil e di tuttele categorie. «Dobbiamo avere la forza di cambiare al nostro interno per determinare un cambiamento culturale e delle condizioni di vita».

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