Vicinato solidale a sostegno dei più anziani

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Si dice che la quarantena ci abbia fatto riscoprire alcune cose che prima davamo per scontate o che, invece, neppure eravamo in grado di vedere: la solidarietà, il vicinato, il negozio di quartiere, la cucina, la pazienza, la lentezza. Ed è così che, nel momento in cui l’emergenza coronavirus ci tiene tutti isolati in casa, si stanno consolidando inaspettatamente altri legami sociali, nuovi, inediti, portatori di un forte senso di comunità.

Il sindacato dei pensionati della Cgil in tutta Italia si sta facendo attivatore in prima linea di questi nuovi legami, enzima di solidarietà e vicinanza, attore di iniziative a sostegno dei tanti, tantissimi, anziani, spesso, purtroppo, totalmente soli. In Veneto, per esempio, lo Spi Cgil ha voluto dare una spinta significativa a tutte le esperienze di solidarietà e di vicinato lanciando una campagna dall’eloquente titolo “Vicinato solidale”. Si tratta di un appello rivolto ai cittadini più giovani perché siano responsabili e solidali con i più anziani, e soprattutto con gli over ottanta, che in Veneto sono circa 350mila.

Siamo preoccupatissimi per i nostri anziani – commentano dalla segreteria dello  Spi  Cgil regionale  – Da settimane lo siamo per color che sono ricoverati nelle case di riposo e per questo pretendiamo dalla Regione interventi urgenti. Ma lo siamo ugualmente per i tanti anziani soli che vivono in silenzio questo dramma, senza contatti con familiari e con parenti, e che rischiano di ammalarsi – e anche di morire – senza che nessuno se ne accorga e possa assisterli e accudirli”.

Per questo nasce la campagna “Vicinato solidale”, per proporre ai cittadini un modello di vigilanza, assistenza e sostegno di “quartiere”, di “via”, di “condominio”, finalizzato a limitare le situazioni di forte disagio sociale. Perché questa vicinanza solidale possa concretizzarsi, basta davvero poco. È sufficiente scambiarsi i numeri di telefono, inviarsi messaggi su whatsapp, restare in contatto con le persone anziane, chiamarle e sapere di cosa hanno bisogno. Ma si può ovviamente anche segnalare le situazioni più gravi ai servizi sociali.

In tutta Italia l’emergenza “anziani soli” è forte. Per questo campagne di sensibilizzazione come quelle lanciate in Veneto e in altre regioni d’Italia sono di fondamentale importanza. Perché possono aiutare a cambiare le nostre abitudini e a imparare a pensare più “in rete” anche quando la quarantena ci fa sentire isolati più che mai.