La campagna vaccinale per gli over 80 sta partendo in tutta Italia. Alcune regioni hanno già iniziato, altre si apprestano ad avviarla. In questa fase i problemi per i più anziani che devono vaccinarsi sono legati soprattutto alla prenotazione. Non tutti infatti possono o sanno usare un computer. E non tutti riescono a destreggiarsi nella giungla burocratica, soprattutto se on line. Ecco perché il sindacato dei pensionati della Cgil ha deciso di dare concretamente una mano offrendosi come punto di riferimento per le prenotazioni, soprattutto in quei territori dove il sistema sanitario funziona meno.

Lo ha raccontato anche Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil, dalla sua pagina Facebook: “La vaccinazione è un diritto di tutti e non ci stancheremo mai di dirlo. In queste settimane molte nostre strutture stanno aiutando gli anziani nelle prenotazioni, in altre realtà stiamo monitorando e partecipando alla gestione della campagna insieme alle istituzioni, in altre ancora stiamo denunciando difficoltà e ritardi sollecitando soluzioni. Dobbiamo continuare così”.

Un sostegno doveroso
Nel Lazio, dove la campagna vaccinale degli over 80 è già partita da due settimane, lo Spi Cgil ha messo a disposizione un servizio ad hoc per aiutare gli anziani a prenotarsi. “Tutti i nostri territori si sono attivati. I volontari e gli attivisti dello Spi hanno contattato telefonicamente gli iscritti e si sono messi a disposizione di chi deve vaccinarsi”, spiega la segretaria organizzativa dello Spi di Roma e Lazio Adele Cacciotti. “Il 70 per cento degli iscritti over 80 contattati aveva già provveduto alla prenotazione con l’aiuto dei familiari. Il restante trenta per cento si è avvalso del nostro aiuto. In ogni caso, tutti hanno dimostrato grande riconoscenza per il sostegno”.
Un’iniziativa che si colloca nell’ambito di una stretta collaborazione tra sindacati dei pensionati e Regione. “Conosciamo il piano vaccinale e ne monitoriamo tempi e attuazione grazie agli incontri settimanali con l’assessore”, dice Alessandra Romano, segretaria generale dello Spi Cgil. “Quello che offriamo è un sostegno doveroso alla campagna di vaccinazione”, aggiunge Cacciotti.

Anche nelle Marche il servizio di affiancamento alle prenotazioni è stato attivato sull’intero territorio. “Vogliamo offrire aiuto anche a chi non ha dimestichezza con la tecnologia”, spiega il segretario generale dello Spi Cgil Marche Elio Cerri. “Ma a livello regionale c’è un problema grande: non sono stati individuati i presidi vaccinali. È ancora tutto molto oscuro. Al momento i centri per la vaccinazione sono pochissimi e ciò potrebbe produrre gravi disagi ai più anziani e alle loro famiglie”.
Intanto però le prenotazioni vanno avanti, anche grazie allo Spi, come accade a Pesaro, Fano e Urbino e Fossombrone, per esempio. “Per noi è un servizio in più che si aggiunge a un’attività di affiancamento ai più anziani su tutto ciò che comporta l’uso della tecnologia”, spiega Loredana Longhin, segretaria dello Spi di Pesaro Urbino. “Noi avevamo già attivato un servizio di supporto per l’attivazione dello Spid e del Cashback”.

Fare sistema
Anche in Emilia-Romagna lo Spi affianca i più anziani per le prenotazioni on line e si confronta costantemente con la Regione. “Per le prenotazioni ogni territorio si gestisce in base alle proprie realtà perché tra le città metropolitane e la provincia c’è una grande differenza”, sottolinea Enzo Santolini, segretario organizzativo dello Spi dell’Emilia-Romagna. “Le prenotazioni si possono fare tramite noi, o con il medico di base o in farmacia. Questa organizzazione è frutto anche del tavolo permanente sul piano vaccinale a cui partecipiamo”, prosegue.
“Lo Spi ha un ruolo molto importante nel monitoraggio della campagna vaccinale”, aggiunge Daniela Bortolotti, che per lo Spi dell’Emilia-Romagna si occupa di sanità. “Lo schema organizzativo regionale per la vaccinazione è molto solido. Ovviamente, tutto dipenderà dalle dosi disponibili ma il piano così com’è stato congegnato regge. Lo Spi partecipa al tavolo di monitoraggio con la Regione che si riunisce periodicamente e in modo rapido e la Regione condivide con noi materiale informativo chiaro che distribuiamo anche a tutte le nostre leghe. Infine, Spi e Auser si occuperanno di accompagnare gli anziani nei centri di vaccinazione”.
Insomma, quando il saper fare sistema dà i suoi risultati.

Anche in Toscana lo Spi sta monitorando il piano vaccinale nel tentativo di sostenere interventi per l’accesso alla vaccinazione. “Per ora il nostro giudizio sulla strategia regionale è molto positivo ma poi bisognerà verificare la gestione concreta. Saremo vigili. Il coinvolgimento dei sindacati dei pensionati è un fattore di certezza in più riguardo l’efficacia del piano”, spiega Alessio Gramolati che dello Spi della Toscana è segretario generale. “Serve un’iniezione di nuovo mutualismo perché questa transizione risulti efficace. Lo Spi è in prima linea anche con un piano formativo per i propri attivisti e volontari affinché possano fornire informazioni chiare e complete a tutti, quando la vaccinazione diventerà davvero di massa”, prosegue Gramolati.
Le prenotazioni per gli over 80 si sono aperte lunedì 15 febbraio. “Alle prenotazioni ci pensano i medici di medicina generale che ricevono le liste e le informazioni complete dalla Regione”, spiega Gramolati. “In questo piano la medicina territoriale svolge un ruolo cruciale. Crediamo sia fondamentale riportare la sanità vicino alle persone. Per questo il monitoraggio digitale centrale da parte della Regione è fondamentale”, conclude il segretario generale dello Spi Cgil Toscana.

I ritardi delle Regioni
Nei territori dove le cose vanno più a rilento lo Spi Cgil sta chiedendo interventi urgenti alle istituzioni regionali perché il piano vaccinale sia reso subito operativo soprattutto per i più deboli. Come in Sicilia, dove lo Spi denuncia la scarsa presenza di punti vaccinali. “I centri sono troppo pochi e sono soprattutto ospedalieri”, dice la segretaria dello Spi Sicilia Concetta Balistreri. E c’è anche il problema delle vaccinazioni a domicilio che la Regione vorrebbe rendere operative da metà aprile. “Troppo tardi”, commenta Balistreri. “Intanto noi siamo partiti con una campagna di affiancamento degli over 80 per aiutarli nelle prenotazioni”.

In Puglia la situazione sembra essersi sbloccata sul fronte delle prenotazioni, grazie anche alle pressioni e alle sollecitazioni dello Spi Cgil. “Abbiamo insistito molto nei giorni scorsi affinché venisse approvato un piano di prenotazione presso le farmacie”, spiega il segretario generale dello Spi Cgil Puglia Gianni Forte. “E siamo contenti che il sistema sia partito e anche in modo rapido. In un solo pomeriggio ci sono state 20mila prenotazioni. Ora l’impegno della Regione è aprire un centro vaccinale in ogni comune, ma siamo ancora al 70 per cento. Speriamo che si completi tutto entro la fine del mese. Lo Spi monitora sempre e sollecita più che può”, conclude Forte.

In Veneto i sindacati dei pensionati denunciano l’inadeguatezza della programmazione vaccinale. “Non tiene conto delle fasce più fragili della popolazione”, si legge in un comunicato congiunto diramato da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. “Partendo dagli ottantenni e andando a ritroso, il vaccino rischia di arrivare troppo tardi agli ultranovantenni, cioè la categoria più indifesa di fronte al virus. I dati, da questo punto di vista, parlano chiaro: in Veneto sono appena il tre per cento dei contagiati totali ma ben il 28 per cento di tutti i decessi”, denunciano i sindacati. Ma in Veneto ciò che preoccupa è anche la totale mancanza di un piano sulle vaccinazioni a domicilio degli anziani. Il 60 per cento dei 360mila ultraottantenni veneti vive da solo.