Un’altra battaglia per Joyce Lussu, poetessa e antifascista

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A Fermo, nelle Marche, è in svendita la storica residenza di una delle protagoniste dell’antifascismo e della cultura del Novecento. Mobilitazione per trasformare l’abitazione in un museo e in un centro di documentazione.

La storica villa di Joyce Lussu (1912-1998), nella frazione di San Tommaso a Fermo, è da tempo sul mercato immobiliare. Sulla dimora ottocentesca, protetta da vincoli architettonici, oggi più che mai si addensa l’ombra della speculazione. Joyce Lussu, al secolo, Gioconda Beatrice Salvadori – nota al mondo con il cognome del marito, Emilio Lussu, fondatore del Partito Sardo d’Azione e del movimento Giustizia e Libertà –, è stata poetessa, traduttrice, antifascista, femminista, ecologista e pacifista della prima ora. Fu capitana delle brigate Giustizia e Libertà e decorata, nel 1961, con la medaglia d’argento al valor militare per le operazioni di collegamento tra il Nord d’Italia e Sud liberato.

Un movimento spontaneo

«Vorremmo che il ricordo di Joyce non cadesse nell’oblio con la vendita della casa che è appartenuta per generazioni alla sua famiglia – dice Wilma Bontempo, della segreteria dello Spi Cgil delle Marche –. Vorremmo che fosse trasformata in un luogo di comunità dove discutere, parlare di pace, fare la storia. Un luogo in cui i valori della libertà e della democrazia per i quali lei si è battuta possano continuare a vivere. Il comune di Fermo ha votato all’unanimità perché la residenza diventi un bene pubblico; ora la Regione Marche e il ministero della Cultura dovrebbero intervenire per trasformarla in un centro culturale aperto ai giovani, perché Joyce Lussu amava confrontarsi con gli studenti e partecipava a incontri con le scuole in tutt’Italia».

Dalla lotta di liberazione ai movimenti pacifisti

Proveniente da una famiglia di intellettuali antifascisti, Joyce Lussu nel 1939 fu esule in Svizzera dove stabilì rapporti con la resistenza al nazifascismo. Poliglotta, anche per origini familiari – aveva studiato in Germania, Portogallo e vissuto in Kenia –, fu chiamata dal War Office a Londra, per essere addestrata alle armi e preparare un piano insurrezionale in Italia. Dopo il 25 luglio del 1943, entra nelle brigate partigiane.

Nel dopoguerra, si dedica alla scrittura e alla traduzione. Incontra e fa conoscere il poeta e dissidente turco Nazim Hikmet del quale diviene amica; seguono le traduzioni di sconosciuti scrittori africani, del Kurdistan, portoghesi e dell’Est europeo. Negli anni Settanta e Ottanta è animatrice dei movimenti mondiali di liberazione e per la pace.

Per salvare la residenza che conserva memorie, foto, archivi e libri appartenuti a Joyce Lussu è partito, dalle Marche, un movimento spontaneo. Lo Spi Cgil, insieme ad amici della famiglia, cittadini e intellettuali ha lanciato un appello affinché questo gioiello culturale sia acquisito da un ente pubblico per essere valorizzato e preservato. In attesa che l’interrogazione al ministro della Cultura, presentata da parlamentari del Partito democratico, abbia una risposta, il sindacato dei pensionati ha avviato un progetto. La prima tappa è un convegno che avrà luogo il 12 aprile. Nella sala Polifunzionale Gigli, a Porto Sant’Elpidio, alle ore 10.30, testimoni e storici si alterneranno nel ricordare la personalità di Joyce e gli anni da lei trascorsi a Fermo, durante i quali trasformò la sua casa in un cenacolo di idee e persone.

Il convegno del 12 aprile a Fermo, Joyce Lussu, partigiana, femminista, poetessa

Al convegno, intitolato Joyce Lussu, partigiana, femminista, poetessa, parteciperà la segretaria generale dello Spi Cgil, Tania Scacchetti, e interverranno Barbara Micheleic, segretaria della Cgil di Fermo, e Luisa Serroni del Centro studi Joyce Lussu. La seconda fase del progetto promosso dallo Spi Cgil proseguirà fino al mese di dicembre 2024. «La casa di Joyce è un valore non solo simbolico per il territorio – spiega Elio Cerri, segretario dello Spi Cgil Marche –.  E per dare ampio respiro alla richiesta di trasformarla in un centro culturale, abbiamo pensato di non fermarci al convegno del 12 aprile, ma di coinvolgere le famiglie e i giovani delle scuole di ogni ordine e grado per fare conoscere le opere e il suo straordinario attivismo politico e culturale. Il nostro progetto di divulgazione si concluderà alla fine dell’anno con un evento pubblico al teatro dell’Aquila di Fermo».

Per saperne di più

Silvia Ballestra, La Sibilla. Vita di Joyce Lussu, Editori Laterza.

Joyce Lussu, L’uomo che voleva nascere donna. Diario femminista a proposito della guerra, ed. Feltrinelli.

Joyce Lussu, Portrait, ed. L’asino d’oro.