Umbria. Dante Alighieri entra in fabbrica

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Un progetto di lungo corso e di grande successo di pubblico quello ideato e portato avanti dallo Spi Cgil dell’Alta Valle del Tevere, in Umbria, zona Città di Castello.

 

Prima dieci serate girovaghe per una lettura “laica” de I promessi sposi di Alessandro Manzoni, in particolare del rapporto di Don Abbondio con i potentati. Poi sono arrivati gli appuntamenti con il cinema che racconta le vite degli anziani e i confronti sul tema dell’immigrazione e, a seguire, gli happy hour della legalità, insieme ai familiari delle vittime di mafia. Un progetto di lungo corso e di grande successo di pubblico quello ideato e portato avanti dallo Spi Cgil dell’Alta Valle del Tevere, in Umbria, zona Città di Castello.

L’ultima iniziativa è di questi giorni con alcuni appuntamenti per la lettura dei canti dell’Inferno di Dante Alighieri. Soprattutto di quelli che hanno grande attinenza con alcune tematiche di stringente attualità.Moduli da riempire, diritti dei pensionati da difendere, tutele da garantire, pensioni da controllare: l’attività sindacale e il cosiddetto front office per i cittadini sono garantiti ogni giorno ma, racconta Patrizia Venturini, segretaria della lega Spi Alto Tevere «è importante uscire dagli uffici per promuovere sapere e cultura anche con linguaggi nuovi e per incontrare chi di norma non frequenta le nostre sedi».

Ed è così che la poesia del sommo poeta è entrata non solo nei circoli e a teatro, ma anche in fabbrica. Alla Sea Camper di Montone, ad esempio. È accaduto il 7 novembre, grazie alla collaborazione tra la stessa lega Spi dell’Alta Valle del Tevere e la Fiom Cgil di Perugia. Nel piccolo centro in provincia di Perugia, la Sea Camper dà lavoro a qualche centianaio di lavoratori. Allo spettacolo allestito nella sala mensa hanno assistito circa 200 dipendenti. Dinanzi a loro, gli attori Elena Galvani e Jacopo Laurino (Stradanova Slow Theatre), hanno piazzato leggii e amplificatori e hanno cominciato a introdurre e recitare il 21esimo canto dell’Inferno della Divina Commedia che, come il successivo, è dedicato ai “barattieri”, politici e funzionari pubblici corrotti, che scontano la loro pena immersi nella pece bollente mentre vengono torturati dai “Malebranche”, orripilanti diavoli alati.

«Quando il recital ha avuto inizio – racconta Venturini – nella sala è calato il silenzio. Tutti sono rimasti rapiti dalla potenza poetica, ma anche sociale, di quel racconto di cronaca di 700 anni fa, così vicino alle cronache odierne. La cosa che più mi ha fatto piacere – confessa Venturini – è che tra i lavoratori c’erano tanti giovani».

«Negli anni ’70 – osserva la segretaria della lega Spi ai lavoratori – iniziative di questo tipo se ne facevano molte. Era importante che il mondo del lavoro rimanesse vicino al mondo della cultura. Così, presentando l’iniziativa ho chiesto ai presenti: chi ha deciso che un lavoratore debba essere solo un robot? Ecco: siamo convinti – conclude Venturini – che mettere insieme pensionati e lavoratori sia un bel modo di fare sindacato».

Il ciclo  di appuntamenti con la poesia di Dante Alighieri terminerà il 18 novembre ma stavolta sarà un gruppo di lavoratori di Trento a salire sul palco del teatro degli Illuminati, a Città di Castello. Il recital, patrocinato da tutti i Comuni della Valle,  ha come titolo  Il folle volo. Si tratta di una carrellata di dieci personaggi “politici” messi dal sommo poeta nell’Inferno, da Farinata degli Uberti al Conte Ugolino. Un’occasione per il pubblico di trovare somiglianze e differenze con l’attuale mondo della politica e i suoi esponenti più in vista.