Spinaceto (Roma). Pensionato recupera quarantaduemila euro grazie al controllo pensione

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Il lavoro degli operatori ha consentito all’anziano di recuperare l’ingente somma di denaro e di ricevere un assegno mensile di settecento euro

Quarantaduemila euro di pensione arretrata recuperati e una “nuova” pensione mensile di settecento euro mensili: è l’importo che si è visto accreditare sul proprio conto un anziano della periferia sud ovest romana, dopo aver fatto controllare la sua posizione previdenziale. Il tutto grazie al lavoro degli operatori e le operatrici che lavorano nella sede Spi Cgil di Spinaceto. «Come ogni giorno – hanno raccontato gli operatori e le operatrici della lega romana – eravamo impegnati nel dare informazioni quando abbiamo incontrato questo anziano signore, un po’ incupito, che nell’attesa ci ha raccontato di essersi in passato iscritto a un altro sindacato, ma di volersi iscrivere al sindacato dei pensionati della Cgil perché ritenuto “più serio”».

Per effettuare il controllo pensione allo sportello dei cosiddetti “diritti inespressi” – somme o prestazioni che non vengono concesse se non espressamente richieste, diritti e prestazioni che possono sorgere in un momento successivo alla liquidazione della pensione – l’iter è sempre lo stesso: si compila  la domanda di iscrizione, si chiedono i documenti personali e il numero di pensione, si verifica quale sia la tipologia di pensione. Poi, anche attraverso uno scambio continuo di informazioni e di domande da parte degli operatori, si cerca di capire se vi siano le possibilità di integrazione dell’importo e una eventuale richiesta di arretrati.

Così è accaduto per l’anziano di Spinaceto. «Il signore era titolare soltanto di una pensione di reversibilità di qualche centinaio di euro, ma non aveva un suo assegno diretto. Questo perché i contributi a suo carico non raggiungevano il requisito minimo. Soltanto successivamente alle nostre domande di approfondimento sulla sua storia lavorativa abbiamo scoperto che l’uomo aveva svolto il servizio di leva per quindici mesi, requisito che gli consentiva di ottenere la pensione con quindici anni di contributi (prima del 1992, Legge Amato)». Tramite il patronato Inca Cgil la domanda è stata inoltrata all’Inps e successivamente accettata dall’Istituto. Sul conto corrente, grazie al ricalcolo, sono stati così trasferiti circa quarantaduemila euro di arretrati e un assegno mensile di circa settecento euro. Uno straordinario esempio di come gli Sportelli Sociali nelle sedi Spi aiutino le persone e riescano, qualche volta se sussitono i requisiti, a rivoluzionare la vita di una persona che sopravviveva con una pensione di reversibilità di poche centinaia di euro.

Grande è stata la felicità dell’uomo ma anche quella delle compagne e dei compagni della lega Spi Cgil del IX Municipio nel momento in cui sono venuti a sapere della positiva conclusione della vicenda. «Queste sono le storie che ci ripagano della fatica e dell’impegno che periodicamente mettiamo con grande passione nelle nostre sedi» sono state le parole entusiaste di tutti loro.

Quasi sempre pensionati e pensionate non sanno di aver diritto a importi aggiuntivi anche perché l’Ente previdenziale non invia più a casa la cosiddetta busta paga. Lo Spi Cgil ha dunque messo a disposizione i propri operatori per controllare le pensioni e determinare se i soggetti abbiano diritto a somme che vengono corrisposte solo su richiesta.

Il controllo pensione e la verifica della sussistenza dei cosiddetti diritti inespressi possono essere effettuati in tutte le sedi Spi Cgil sparse per l’Italia. Per trovare la sede più vicina potete cliccare qui.