Spi Stories. Ecco i cortometraggi vincitori dell’ottava edizione

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Oggi 17 dicembre sono stati proclamati i vincitori dell’ottava edizione del concorso di cortometraggi Spi Stories, promosso da LiberEtà insieme allo Spi Cgil, quest’anno dedicato al tema delle disuguaglianze.

Al primo posto il giovanissimo iraniano Zhivar Farajzadeh, autore di Serok. Secondo e terzo classificati Sara Scamarcia e Paola D’Orsogna con Fertility day e un altro iraniano, Hossein Darabi, con Shoes.

Guarda Serok 

Guarda Fertility day 

Guarda Shoes


Serok
di Zhivar Farajzadeh

Serok è un ragazzo che aiuta suo padre durante l’estate, quando la scuola finisce, a pascolare le pecore. In cuor suo sogna di abbandonare la campagna, diventare poliziotto e catturare i ladri. Il documentario del giovanissimo Zhivar Farajzadeh, appena quattordicenne, dà la parola al protagonista che racconta la sua vita di bambino. Il risultato è un diario in punta di piedi della sua piccola esistenza fatta di fatica, privazione ma anche speranza per un futuro migliore. Serok vuole raccontare l’estrema vulnerabilità dei bambini nella società: sono loro i più esposti ai disastri naturali, alle catastrofi e ai problemi causati dagli adulti.

ZHIVAR FARAJZADEH
È nato nel 2006. Ha ultimato il suo ciclo di studi elementari nella piccola cittadina di Saheb, nel Kurdistan iraniano. Serok è il suo secondo cortometraggio, che ha già partecipato a più di cinquanta festival nazionali e internazionali. Nonostante la scarsità di mezzi e di possibilità, economiche e materiali, Zhivar sin da piccolissimo ha manifestato uno spiccato interesse per il cinema e ha iniziato a produrre i suoi lavori con il supporto di suo padre. Zhivar aspira a diventare un grande regista e con il suo lavoro vorrebbe contribuire a sostenere e aiutare il popolo Curdo, offrendo possibilità di lavoro e di emancipazione, soprattutto ai bambini.


Fertility Day
di Paola D’Orsogna e Sara Scamarcia

Donne che rinunciano al lavoro per la maternità, donne che rinunciano alla maternità per il lavoro. Fertility Day è un cortometraggio che racconta con amara ironia una situazione reale, socialmente rilevante. Attraverso tre scenari di un colloquio di lavoro, Fertility Day denuncia con amara ironia l’incursione nella vita privata, i pregiudizi, l’insensibilità e l‘ignoranza delle tutele rispetto a una giovane donna che cerca una prima occupazione o il reinserimento nel mondo del lavoro dopo una maternità. Nella produzione del film è stato coinvolto il 90% di risorse femminili: un contributo per colmare il divario di genere nel settore dell’audiovisivo.

PAOLA D’ORSOGNA
Regista e artista visiva, fondatrice di Tecnagon Produzioni. Laureatasi in giurisprudenza all’Università di Bologna, studia arti visive e performative alla Central Saint Martins di Londra, al MoMA di New York, alla Scuola Visconti di Milano e alla Societas Raffaello Sanzio di Cesena. Presenta opere in forma cinematografica, fotografica e installativo performativa su temi antropologici e sociali.

SARA SCAMARCIA
Fotografa e regista, fondatrice di The Storytellers, lavora presso Yoox Net A Porter Group. Laureatasi in Industrial Design presso il Politecnico di Milano, come fotografa si specializza nell’advertising. Nel 2013 vince il Film Factory Italia. Tra il 2016 e il 2017 presenta diverse Live Performance per il Pitti Immagine e per Arte Fiera. Si occupa di sviluppare contenuti con focus sui temi sociali.


Shoes
di Hossein Darabi

Shoes è una storia di solidarietà che racconta un’umanità dimenticata di cui spesso l’Occidente ignora l’esistenza. Con un grande gesto di solidarietà, uno sconosciuto decide di aiutare un padre e un figlio che vivono in ristrettezze economiche e non possono nemmeno permettersi un paio di scarpe nuove. In un contesto di vita quotidiana, tra la naturalezza dei dialoghi tra padre e figlio, Shoes chiama lo spettatore a interrogarsi su cosa siano le disuguaglianze e in che modo, anche con piccoli gesti, possiamo dare il nostro piccolo contributo per superarle.

HOSSEIN DARABI
Nato il 21 agosto 1982, laureato in Animazione all’Università di Tehran. Ha diretto il documentario “Here is Iran” (2013) e i cortometraggi “Lost” (2013), “Cure” (2014) e “Alamak” (2015), del quale è stato anche sceneggiatore.