Scelte ecologiche. Come smaltire l’olio da cucina

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Dopo aver preparato le nostre fritture il più delle volte buttiamo l’olio nel lavandino, ma così rischiamo di inquinare l’ambiente. In questo modo, infatti, l’olio può finire in mare, nelle falde acquifere o nel terreno, oltre a ostruire la rete fognaria, con conseguente aumento dei costi per la gestione dei depuratori. La cosa giusta da fare, invece, sarebbe quella di usare un contenitore, ad esempio una bottiglia di plastica o di vetro e un colino (alcuni Comuni forniscono delle taniche apposite), nel quale versare, una volta raffreddato, l’olio della frittura, ma anche quello delle conserve e delle scatolette (attenzione: non metteteci l’olio dell’auto perché quello va smaltito a parte). Quindi a seconda di come è organizzata la raccolta nel vostro Comune, portate il contenitore pieno nei centri indicati, oppure inseritelo negli appositi contenitori stradali o ancora tenetelo pronto per il giorno del ritiro a casa. Informatevi quindi presso il municipio oppure visitate il sito internet del vostro Comune.
Il contenitore non va in ogni caso gettato nel cassonetto indifferenziato, perché può rompersi e comunque non è previsto. Gli oli esausti invece vengono riciclati per la produzione di cosmetici, saponi (le nostre nonne usavano l’olio fritto per fare il sapone di casa!), candele e altri prodotti oppure per produrre biodiesel, un carburante ecologico.