Sciopero globale per il clima

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Venerdì 24 settembre i ragazzi di Fridays for Future tornano nelle piazze italiane per lo Sciopero globale per il clima e per chiedere ai leader mondiali azioni rapide ed efficaci per evitare una crisi ambientale dai risvolti drammatici. Accanto a loro tante associazioni e anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil che chiedono una giusta transizione ecologica che garantisca lavoro, tutela dell’ambiente, del clima e della salute.

In Italia l’appuntamento arriva qualche giorno prima dell’All4Climate-Italy 2021, la settimana istituzionale dedicata al clima che dal 28 settembre al 2 ottobre a Milano vedrà quattrocento giovani delegati provenienti da tutto il mondo, decine di ministri dell’Ambiente, capi di Stato, rappresentanti Onu e oltre 500 eventi nazionali e internazionali supportati dal settore privato e dalla società civile. Un appuntamento preparatorio in vista della Cop26 di Glasgow (la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021) che si terrà a novembre.

Lo stesso premier italiano Mario Draghi, intervenuto a New York alla tavola rotonda sul clima, realizzata in occasione della 76esima Assemblea generale delle Nazioni unite, ha paragonato l’emergenza clima alla pandemia e invocato interventi immediati.

Per Cgil, Cisl e Uil «gli impegni assunti dall’Italia con il Pniec, con la strategia per la decarbonizzazione entro il 2050 e con il Pnrr non sono sufficienti a garantire al nostro Paese una giusta transizione. Per questo – concludono – proseguiremo a batterci per il lavoro, il clima e l’ambiente».

Secondo il climatologo Luca Mercalli il problema «non è salvare il pianeta, che è abituato a cavarsela, ma salvare l’umanità. La quantità di anidrite carbonica fossile ( Co2) nell’atmosfera è la più alta degli ultimi 3 milioni di anni e noi tutti siamo chiamati a preservare un clima che consenta all’uomo di vivere». L’aumento di Co2 nell’atmosfera, «ben 40 miliardi di tonnellate all’anno – precisa Mercalli – deve essere drasticamente fermata. Siamo già dentro a questo cambiamento e non lo fermeremo più se non applichiamo l’accordo di Parigi, il Green deal, la transizione energetica, tutte promesse che si fanno da anni ma che poi all’atto pratico non vengono mantenute. Agire adesso significa scongiurare gli scenari peggiori ed evitare di entrare nell’irreversibilità. Un grado in più ce l’abbiamo già e con questo bisognerà convivere, anche se cominciassimo stasera a smettere di inquinare. Se però nell’arco di 80 anni arriveremo ad avere 5 gradi in più, la situazione sarà irrecuperabile, e quelli che stiamo vivendo, incendi, nubifragi, siccità, sciogliemento dei ghiacci nella calotta polare, si trasformeranno in eventi devastanti».

In Italia si terranno manifestazioni in oltre cinquanta città. Gli scioperi avverranno nel rispetto delle misure sanitarie.