Ruvide. Storie di lotte e lavoro

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Un progetto multimediale per raccontare la memoria del movimento operaio e della Cgil. A realizzarlo un gruppo di giovani giornalisti del Centro di giornalismo permanente che ha raccolto le testimonianze di decine di ex lavoratori.  

La complessità e il fascino di un mosaico dipendono dalla disposizione delle singole tessere che lo compongono. Allo stesso modo la memoria collettiva di un paese si costruisce grazie all’insieme delle memorie e delle narrazioni individuali. E proprio per mantenere viva la memoria collettiva relativa alle battaglie del movimento operaio e per i diritti sociali e del lavoro è nato il progetto multimediale “Ruvide. Storie di lotte e lavoro”, voluto dall’Archivio audiovisivo dello Spi Cgil e realizzato dal Centro di giornalismo permanente. “Ruvide” è stato presentato in anteprima nel corso della seconda giornata del XXI congresso nazionale del sindacato dei pensionati della Cgil, e che dal Primo maggio è sarà visionare nel canale you tube del progetto. Potete vedere la presentazione nel canale qui:

Un progetto ambizioso e importante ¬- messo insieme da sei giovani giornalisti in dodici mesi di lavoro, fatto di 160 interviste realizzate in dieci regioni – che ricostruisce un pezzo fondamentale di storia del nostro paese, a partire dal dopoguerra e fino ai primi anni Ottanta. I protagonisti del racconto sono persone che quegli anni li hanno vissuti in prima linea, con impegno e passione, mettendosi in gioco e scegliendo di lottare per garantire a tutti i lavoratori non soltanto migliori condizioni di lavoro e salari più alti, ma anche dignità, rispetto.

“Il nostro lavoro è iniziato nel novembre 2021 – ha spiegato Marco Mastrandrea, uno dei curatori del progetto – e ci ha portato a percorrere oltre dodicimila chilometri in giro per l’Italia. Il nostro obiettivo è stato quello di parlare della Storia, con la S maiuscola, attraverso le storie private individuali di persone che mettevano a disposizione il loro impegno per l’interesse generale E a mano a mano che andavamo avanti, gli incontri ci hannno portato a vivere grandi emozioni”.

“Nelle nostre interviste – ha aggiunto Maurizio Franco, altro curatore di “Ruvide” – noi giovani abbiamo incontrato persone che da giovani avevano vissuto quelle vicende e nel raccontarle si risentivano giovani e rivivevano le gioie e le frustrazioni di una generazione che aveva fatto comunità e che attraverso la partecipazione avevano messo in pratica i valori in cui credevano”.

Decine di ore di interviste che ricostruiscono vite di lavoro, duro, faticoso, alla catena di montaggio, nei campi, nei cantieri, fatto di sudore e fatica certamente, ma anche di orgoglio, sogni, conquiste, aspirazioni, vittorie e di speranze nella possibilità di costruire un mondo migliore, con meno disuguaglianze e più diritti, nel mondo del lavoro e nella società. Ed ecco allora dipanarsi i racconti degli scioperi quotidiani dell’autunno caldo, delle manifestazioni, delle occupazioni delle fabbriche, del significato dello stare insieme, dell’importanza della presenza della Cgil, della possibilità di trovare un senso e significato alla propria identità operaia.

Da più parti, nel nostro paese, tanto più ora con la destra erede della repubblica di Salò insediata al governo, la memoria tende sempre più a essere rimossa, in nome di un revisionismo che mette in discussione, quando non a negare, i princìpi e i valori che alla fine del fascismo trovarono la loro esplicitazione massima nella Costituzione.
Non è quindi un caso se il progetto dell’Archivio audiovisivo dello Spi Cgil mette ancora una volta al centro della propria azione l’importanza della trasmissione della memoria. Nella convinzione che senza le radici salde della memoria un paese non può sviluppare ali sufficientemente robuste per affrontare il futuro.

Il Centro di giornalismo permanente è un collettivo di giovani giornalisti nato nel 2018 come modello alternativo di fare giornalismo, inchieste e reportage. Il progetto “Ruvide. Storie di lotte e lavoro” è stato realizzato da Giovanni Culmone, Maurizio Franco, Marco Mastrandrea, Filippo Poltronieri, Margherita Simionati, Ludovico Tallarita.