Rivoluzione Irpef, dopo i lavoratori ora tocca ai pensionati

0
4112

Tra oggi e i primi di agosto si vedranno i primi effetti concreti del taglio dell’Irpef voluto dal governo in carica. Sono sedici milioni i lavoratori dipendenti che dal primo luglio beneficiano del taglio del cuneo fiscale definito dalla legge di Bilancio e che, proprio in questi giorni, potranno misurare i benefici in busta paga.
Una misura fiscale che i sindacati dei pensionati chiedono ora di estendere anche alle pensioni. A tale proposito, lo scorso 14 luglio, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp-Uil avevano scritto al premier Giuseppe Conte e ai ministri del Lavoro Nunzia Catalfo, dell’Economia Roberto Gualtieri e della Salute Roberto Speranza proprio per chiedere, tra le altre cose, l’abbassamento delle tasse sulle pensioni e un ripensamento del sistema fiscale, giudicato troppo iniquo.

Chi beneficerà della misura. La misura in vigore dal primo luglio riguarderà sedici milioni di dipendenti. Tra questi c’è una parte (circa cinque milioni) che finora non aveva potuto godere di alcun beneficio. Gli altri, circa 11 milioni (quelli che dichiarano meno di 26.600 euro l’anno) avevano in busta paga il bonus degli 80 euro introdotto dal governo Renzi. Per loro il bonus sarà potenziato e salirà da 80 a 100 euro. Per questa fascia di lavoratori la riduzione annuale delle tasse ammonterà a circa 240 euro. Chi guadagna tra i 28.000 e i 35.000 euro avrà una detrazione di almeno 80 euro mensili. Chi ha una retribuzione annua tra i 35.000 e i 40.000 euro potrà usufruire di una detrazione mensile che si abbassa gradualmente. I lavoratori che guadagnano fino a 12.500 euro non pagheranno l’Irpef.

Le richieste dei sindacati dei pensionati. Tra i beneficiari della misura non vi saranno però i pensionati. “Bisogna abbassare le tasse anche ai pensionati, aumentare il loro potere d’acquisto e definire una volta per tutte una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza”, affermava in una nota lo Spi Cgil meno di due settimane fa.
I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil unitariamente hanno fissato i loro paletti e si rivolgono al governo: con tre lettere hanno chiesto di avviare quanto prima un confronto su temi di estrema rilevanza per la vita di milioni di pensionati e di persone anziane. I sindacati evidenziano in particolare le criticità del sistema fiscale italiano, tra le quali un’evasione e un’elusione tra le più alte d’Europa, e rilanciano l’assoluta necessità di ridurre le tasse sui redditi da pensione.