Ripartenza senza fiducia: gli italiani vedono il futuro “nero”.

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Tourists wearing protective face masks visit Rome, Italy, 26 February 2020. ANSA / ETTORE FERRARI

Il futuro è “nero” se sei famiglie italiane su dieci nutrono il timore di perdere il posto di lavoro. Se circa la metà è preoccupata per la propria famiglia, e quasi sette italiani su dieci pensano che le prospettive del nostro Paese sono tutt’altro che rosee.

Un tale senso di sfiducia non si ricordava da tempo. Come fotografa il rapporto Confcommercio-Censis, la gioia per la fine del lockdown e la ripartenza, seppur tra mille limitazioni, è durata veramente poco e a prevalere ora sono i “cattivi” pensieri, in realtà suffragati da fatti reali, che interessano moltissime famiglie.

A causa della crisi sanitaria e del conseguente lockdown, infatti, il 42,3% delle famiglie ha visto ridursi l’attività lavorativa e il reddito, il 25,8% ha dovuto sospendere del tutto l’attività, il 23,4% è finito in Cig;

Proprio l’andamento dell’economia, fa vivere sei famiglie su dieci nel timore di perdere il posto di lavoro.

Il senso di sfiducia ha pesanti effetti sui consumi: il 48% delle famiglie ha dovuto rinunciare definitivamente a qualsiasi forma di vacanza (week end, ponti, Pasqua, vacanze estive) e il 23% all’acquisto di beni durevoli (mobili, elettrodomestici, auto) già programmati;

Ma anche per le vacanze estive, complice l’incertezza di questi giorni, oltre la metà delle famiglie non ha fatto programmi e il 30% ha già deciso che resterà a casa; solo il 9,4% ci andrà ma con durata e budget ridotti;
Resta molto ampia la fascia di chi, dopo la riapertura del Paese, vede il futuro con pessimismo: il 52,8% vede “nero” per la propria famiglia, ma la percentuale sale al 67,5% con riferimento alle prospettive del Paese.

“Dopo un 2019 chiuso in forte rallentamento, il 2020 è iniziato – spiegano dall’Ufficio Studi Confcommercio – con un calo tendenziale del Pil del 4,8% nel 1° trimestre e con veri e propri crolli ad aprile e maggio stimati, rispettivamente, in un -24% e -16%. Ma ciò che risulta particolarmente grave e preoccupante è che la crisi da Covid-19 si è abbattuta su un’economia già fortemente debilitata: tra il 2007 e il 2019, infatti, ciascun italiano ha perso oltre 21.600 euro di ricchezza”.

Non deve quindi stupire se, partendo da questo scenario-base, acuito dalla crisi originatasi con la pandemia e il conseguente periodo di lockdown, l’impatto sulla fiducia delle famiglie sia stato piuttosto pesante. “Dopo 6 anni – continuano i ricercatori – il saldo tra ottimisti e pessimisti torna a registrare valori negativi di entità mai raggiunta prima. Gli ottimisti, in aumento dal 2013, si dimezzano scendendo al 22,4%, mentre aumenta la quota di pessimisti che si attesta al 52,8%, più del doppio rispetto al 2019”.