Rincari energia, le famiglie a basso reddito più penalizzate

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La bolla dei prezzi. Il 2022 si è aperto all’insegna del caro bollette, esattamente come si era chiuso il 2021. La bolla dei prezzi del gas naturale sui mercati internazionali non ha cessato di far sentire i suoi effetti sul costo dell’energia e, a ricaduta, sulle bollette di luce e gas. Come se non bastasse, la crisi ucraina potrebbe scatenare conseguenze imprevedibili in caso di guerra.

Per questo si attende il nuovo consiglio dei ministri che dovrà, giovedì, decidere quante risorse stanziare per neutralizzare i rincari che, come è prevedibile, incidono in particolare sui redditi più bassi.

Secondo un rapporto di Assoutenti, che ha tenuto conto dell’andamento dell’inflazione a gennaio, la stangata potrebbe ammontare a 38,5 miliardi di euro.

Una mazzata che già nell’estate e nell’autunno scorsi ha rischiato di “stravolgere” i budget dedicati alle spese domestiche. In quelle occasioni il governo aveva mobilitato risorse pari a circa cinque miliardi di euro complessivi che, se non azzerato del tutto, avevano almeno attenuato il peso dei rincari, con interventi rivolti soprattutto a tutelare i nuclei familiari meno abbienti.

Un copione già scritto. Sembra un copione già scritto: la storia si è ripetuta con il nuovo anno. Gli annunciati aumenti delle tariffe di elettricità e gas fissate dall’Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambienti) a partire dal 1° gennaio 2022 sono stati in parte disinnescati con un ulteriore intervento del governo: 3,8 miliardi di euro stanziati e la possibilità per le famiglie eventualmente inadempienti di dividere in dieci rate senza interessi le bollette di luce e gas.

Ma in generale, quanto incidono le spese energetiche sul budget delle famiglie? A fare qualche conto in tasca agli italiani ha provveduto il Censis che nel suo ultimo rapporto comparandole a livello europeo.

In sofferenza i bilanci familiari. Il quadro che emerge è piuttosto desolante e preoccupante, soprattutto perché evidenzia come a pagare di più gli aumenti delle bollette siano le famiglie meno abbienti: sono proprio i nuclei con più fragilità a subire il contraccolpo peggiore dei rincari degli ultimi mesi e a rischiare di scendere sempre di più sotto la cosiddetta soglia di povertà.

Per i redditi più bassi l’impatto è enorme arrivando a incidere fino al 27,4 per cento sul budget e lasciando così pochissimo margine per il resto delle necessità, per il tempo libero e in generale per consumi che non siano quelli necessari per la sussistenza di base.

 Una situazione drammatica che non è esclusiva del nostro paese, ma che ci accomuna ad altre nazioni europee alle prese con gli stessi aumenti delle tariffe energetiche: Francia, Spagna e Germania. Anzi, in paesi con situazioni climatiche più rigide dalle nostre – come la Francia e soprattutto la Germania – la differenza nel peso della gestione della casa tra chi ha fattori di rischio (povertà, reddito basso, difficoltà a mantenere adeguatamente calda la casa) e chi non li ha è ancora più elevata che in Italia.

Per questo si aspetta l’intervento del governo, che dovrà quanto meno provare a mitigare gli effetti dell’instabilità dei prezzi energetici, e a evitare che l’inflazione si mangi la ripresa economica.