Rifugiati, l’Europa non può rimanere indifferente

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“Non si può rimanere indifferenti di fronte a quanto sta accadendo alle frontiere orientali dell’Europa”. E’ quanto afferma il segretario dello Spi Cgil, Ivan Pedretti commentando le scene che arrivano in questi giorni dal confine tra la Grecia e la Turchia, dove le polizie dei rispettivi paesi hanno attaccato duramente i migranti che tentavano di superare il confine.

Scene strazianti, che fanno seguito alla decisione del presidente della Turchia Erdogan di aprire la frontiera ai profughi, in larga parte siriani, già presenti nel paese.

Decisione definita da Pedretti “cinica”, messa in atto per “ricattare l’Unione europea incitando i profughi ad ammassarsi alle frontiere di Grecia e Bulgaria o a prendere la via del mare verso le isole greche, già rifugio di decine di migliaia di bambini, donne e uomini in fuga dalle guerre”, e che sta creando una gravissima emergenza umanitaria.

“Ma al cinismo di Erdogan – continua Pedretti – a cui l’Unione ha delegato il controllo dei confini europei e la detenzione di milioni di profughi, non si può rispondere erigendo muri, barricate, fili spinati, sparando lacrimogeni o picchiando selvaggiamente persone che hanno l’unica colpa di cercare un luogo sicuro dopo anni di violenza e guerra o di sosta in condizioni disumane in campi di transito. La sospensione del diritto d’asilo decisa dal governo greco viola le convenzioni internazionali e il diritto comunitario”.

“Serve – sostiene il segretario dello Spi – immediatamente un’azione coordinata dell’Unione e dei governi europei per aprire canali umanitari e accogliere in maniera diffusa alcune decine di migliaia di persone in condizioni oggi di estremo pericolo”.

Anche la Cgil prende posizione sulle drammatiche immagini che arrivano dalla frontiera greco-turca.“Le notizie che arrivano dal Mar Egeo e dal confine tra Turchia e Grecia sono un preciso richiamo alle nostre responsabilità, nazionali ed europee. Sia per quanto riguarda l’assistenza umanitaria, che la necessità di porre fine ad una guerra che dopo nove anni non trova soluzione”. È quanto dichiarano il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra e la responsabile Politiche europee e internazionali della confederazione Susanna Camusso.

Massafra e Camusso avanzano le richieste della Cgil alle istituzioni dell’Unione europea, a partire dalla “attivazione immediata di un programma umanitario straordinario per ricollocare, con il criterio della solidarietà tra stati membri, le migliaia di profughi dalle isole greche, a partire dal campo profughi di Lesbo”.

Inoltre occorre “identificare i canali umanitari dalla Siria, come da ogni altra zona di guerra, in accordo con l’Unhrc, garantendo così alle persone in fuga da Siria e Turchia l’accesso a un percorso sicuro, ordinato e legale”.

“L’Unione Europea non può nascondere una delle crisi umanitarie, sicuramente la più drammatica di questo inizio secolo, e – concludono Massafra e Camusso – deve assolutamente uscire dagli accordi ricatto, dalla politica della paura, per ritornare ad essere un attore politico protagonista, responsabile, costruttore di pace, facendo valere il proprio peso politico ed economico anche al centro del Mediterraneo”.