giovedì 13 Dic 2018

Piero Francini

(Autore) in Pagine: 128 Collana: Premio LiberEtà

Prezzo:  12,00
Torna indietro

Questa è la storia di un tempo in cui la politica era militanza e non spettacolo, era scelta di vita, era coerenza, e “rappresentare i lavoratori” significava condividerne la condizione e agire per la loro emancipazione. È la storia di Piero Francini che è stato un uomo del Novecento: contadino, studente, operaio, musicista, partigiano, dirigente politico e sindacale.

La madre sognava per lui un futuro da operaio ed è proprio la fabbrica il luogo che “segna” l’intera sua vita. È lì, infatti, negli anni Venti, a Milano – quando militare nel Partito comunista ed essere un sindacalista della Fiom significava rischiare come minimo il licenziamento e il carcere – che inizia la sua storia in cui politica e sindacato sono intrecciati indissolubilmente. Come lo stesso Francini dichiara trent’anni dopo parlando degli scioperi del marzo 1943, la mobilitazione nelle fabbriche non aveva nulla di “spontaneo”, ma aveva alla base il lavoro quotidiano dei militanti del Pci. C’era un nesso stretto, cioè, tra l’affrontare i problemi contingenti, le rivendicazioni e le lotte sindacali e una visione del mondo. Piero Francini, non ha lasciato un libro di memorie, ma attraverso il lavoro di Alberto Magnani e le relative testimonianze da lui raccolte si è ricostruita una figura importante del Partito comunista milanese e della Cgil.

Finalista premio LiberEtà 2009

- Advertisement -

Più letti