giovedì 13 Dic 2018

L’abisso e il silenzio

Sonia Lipani (Autore) in Pagine: 180 Collana: Premio LiberEtà

Prezzo:  10,00
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La memoria di Shlomo Venezia, sopravvissuto agli orrori del campo di sterminio di Auschwitz raccolta da un’insegnante e dai suoi alunni.

Uscire dal silenzio per raccontare l’abisso. Shlomo Venezia ce l’ha fatta, dopo decenni, a parlare della sua vita nei tragici anni in cui l’umanità aveva smarrito, nella pura follia del genocidio, la propria essenza. Ecco come Sonia Lipani, insegnante in una scuola media di Sommatino, Caltanissetta, è riuscita a raccogliere questa preziosa testimonianza e a farne un libro. «La sera del 5 maggio del 2003, era un lunedì, ci siamo incontrati, così, per caso, al Pitigliani, centro ebraico di Roma. Subito l’ho riconosciuto: avevo seguito una sua intervista in un programma televisivo. Sì, era proprio lui, il sopravvissuto ad Auchvitz, Shlomo Venezia. Nel giro di qualche minuto ci siamo ritrovati seduti a parlare. Abbiamo parlato a lungo, mi interessava ascoltarlo. Mi immedesimavo. Il suo racconto mi trasmetteva emozioni tali che non riuscivo quasi più a distogliere lo sguardo dai suoi occhi, a tratti rossi e lucidi, a tratti freddi e indifferenti. Appariva calmo, come se quelle atrocità riguardassero un altro. Tutto ciò che ascoltavo mi faceva riflettere, mi toccava personalmente perché ripensavo a mio nonno che come lui aveva vissuto il dramma del lager, ma che purtroppo non aveva fatto più ritorno. La tristezza che provavo era molta, ma nello stesso tempo stavo avendo l’opportunità di conoscere una realtà che non si può certo imparare dai libri. Le stesse emozioni Shlomo è riuscito, poi, quando è venuto in Sicilia, a farle provare ai miei concittadini e ai miei alunni. È pensando a loro che ho realizzato questo lavoro, affinché, conoscendo quell’abisso profondo del Male, riescano a scegliere il Bene e da adulti contribuiscano a formare una società che, sempre più diversificata e multietnica, sappia far fronte a derive autoritarie, sconfigga l’intolleranza e persegua sempre più un obiettivo alto di civiltà».

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