giovedì 13 Dic 2018

Il coraggio e la fortuna

Giordano Bruno D'Ambrosio (Autore) in Pagine: 252 Collana: Premio LiberEtà

Prezzo:  12,00
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ESAURITO

Questo libro rappresenta una testimonianza preziosa, quella di un uomo che giustamente si definisce “fortunato”. La storia è narrata con uno stile lineare e avvincente, a volte aneddotico, a volte volutamente e rigorosamente descrittivo ai limiti della cronaca, ma sempre in modo che le vicende, anche le più dure, risultino al lettore piacevolmente fruibili, anche se vivide ed emozionanti, nella loro cornice storica.

«Mi reputo un uomo fortunato – sono le parole di premessa di Giordano Bruno D’Ambrosio al libro – in quanto sono reduce dalla terribile seconda guerra mondiale e da una sofferta prigionia nei campi nazisti. Gli eventi di quel periodo hanno procurato milioni di vittime innocenti solo per la vanagloria di potere e predominio di Benito Mussolini e Adolf Hitler».

L’autore ripercorre tutta una vita, attraverso ricordi e immagini che hanno per sfondo l’Italia degli anni Venti fino ai giorni nostri. Dopo un’infanzia non priva di sacrifici, in una famiglia patriarcale, i vari spostamenti per motivi politici, la leva militare forzata, la guerra, il trasferimento in Grecia, l’esperienza del lager, la fame, le sevizie, arriva infine la Liberazione, il ritorno in Italia, il ricongiungimento con il primo amore.

D’Ambrosio è “fortunato” perché, come scrive, è sopravvissuto a due anni di lager nazista. Tutta la sua vita, da Rovereto a Milano, da Firenze a Roma, è stata distinta dall’impegno sociale e dal lavoro, come impiegato nella Manifattura tabacchi, fino a meritare l’onorificenza di Cavaliere del lavoro.

E ancora: la famiglia, la ricerca di lavoro in un paese in piena ricostruzione industriale, o meglio alla ricerca di una riconversione da una realtà prevalentemente agricola, sino al boom economico, l’esperienza in Pirelli e ai Monopoli di Stato, la specializzazione nel campo dell’informatica.

Definirlo un libro di memorie è riduttivo perché si tratta certamente di un testo che va al di là del semplice “diario” di una vita comunque intensa e piena, non ha la presunzione retorica di certi racconti legati alla nostra storia, ma la semplice esortazione a non dimenticare e a riflettere, dando un senso più profondo alle nostre vite.

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