Prevenzione e formazione sulla violenza di genere: l’esperienza dello Spi di Novara e Verbano Cusio Ossola

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Saper accogliere e orientare le vittime di violenza che richiedono aiuto, conoscere il ruolo e le attività che svolge la figura della “Consigliera di parità”, entrare in contatto con le diverse discriminazioni possibili nel mondo del lavoro e del mobbing, avere una visione chiara dell’insieme di soggetti pronti ad aiutare le vittime nella rete nazionale, regionale e territoriale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni di genere. Sono alcuni degli argomenti trattati durante il corso di formazione sulla violenza di genere e discriminazione, voluto dal Sindacato dei pensionati della Cgil e dal coordinamento donne delle province di Novara e Verbano Cusio Ossola e dedicato a volontarie e volontarie, collaboratori e collaboratrici interessati ad avere un ruolo attivo all’interno dell’apertura degli sportelli “Informadonna” e dei punti informativi antidiscriminazione della Camera del lavoro di Novara.

Il corso di formazione. Il corso si è svolto tra aprile e maggio di quest’anno con la partecipazione di quarantacinque corsisti e corsiste. «Sono state quattro intense giornate di formazione – spiegano dallo Spi e dal coordinamento donne – a cui, oltre al vicequestore Aneddu e ad alcune amministratrici delle due province, hanno partecipato docenti scelti fra i migliori sui due territori, psicologhe e psicoterapeute che lavorano nei centri antiviolenza locali. Un esempio di come si può e si debba fare un lavoro di rete con gli altri soggetti sociali e istituzionali che a vario titolo lavorano per prevenire il fenomeno della violenza di genere».

Il vademecum su violenza di genere e discriminazione. È proprio dall’esperienza del corso di formazione e dalla collaborazione di tutti che è derivata la pubblicazione di un vademecum di istruzioni sul come rapportarsi alle vittime di soprusi, violenza fisica e psicologica: cento quarantadue pagine che, grazie al lavoro del gruppo di progetto all’interno del coordinamento donne, raccolgono tutti i materiali diffusi durante il corso. Il manuale che ha l’obiettivo di fornire un supporto tecnico ai servizi di consulenza all’utenza che già svolge il sindacato è stato presentato al congresso dello Spi di Novara e VCO e – ci racconta Giuseppe De Maria, segretario generale dello Spi delel due province – «non vogliamo fermarci qui. Siamo convinti che anche il sindacato debba esercitare un’azione di antenna informativa nell’aiutare cittadini e cittadine a muoversi nei meandri delle norme, per trovare attenzione e tutela, intraprendere un vero lavoro di rete che ci renda identificabili e determinanti nel difficile confronto sul cambiamento, mettendo in pratica i principi costituzionali e statutari, promuovendo la cultura della differenza e del rispetto per raggiungere una parità di genere reale, all’interno di famiglie e società».

Il vademecum e le informazioni sul corso sono disponibili contattando la sede Spi e il coordinamento donne qui.

La voce del coordinamento donne Piemonte. «Purtroppo, anche nella nostra regione, le cronache registrano atti gravissimi nei confronti di tante, troppe donne, giovani, meno giovani e anziane – sottolinea poi Assunta De Caro, responsabile del coordinamento donne del Piemonte – quasi tutti avvenuti in ambito familiare. Da padre-padrone, figli, mariti o ex. Un fenomeno che viene vissuto dalla maggioranza delle persone in maniera distante e sfocata. Perché la violenza contro le donne, la violenza assistita dei minori, consumata in seno alla famiglia diventa una violenza poco percepita e quasi invisibile. Non si denuncia e in moltissimi casi la comunicazione mediatica affronta la notizia con linguaggi superficiali o ambigui. Prevenire, proteggere, perseguire sono le parole chiave che la Convenzione di Istanbul si è data per raggiungere l’obiettivo di eliminare ogni forma di violenza e abusi. È per questo che supportare le donne ed investire nel capitale femminile, dovrà essere una delle priorità politiche per la futura crescita economica, sociale ed intellettuale del nostro paese. Una parità non solo sponsorizzata ma realmente applicata. Nella speranza che la futura modernizzazione sociale, economica e produttiva trovi una società meno disuguale e a misura di donna».

Il corso continua nel 2023. Intanto nel territorio è già in programma per il 2023 si svolgerà la seconda parte del lavoro formativo che informerà sui servizi esistenti a livello di enti locali e Asl, su maternità, salute e prevenzione al femminile, famiglia e educazione, disabilità e anziani.