Pensioni. Dopo anni di blocco, arriva la maxi-rivalutazione

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Una recente manifestazione della Cgil per le pensioni

Una buona notizia per i pensionati, che vedranno crescere i loro assegni in media di una mensilità all’anno. Paga la mobilitazione del sindacato, che rivendica la vittoria: “Il meccanismo di calcolo che abbiamo riconquistato un anno fa nel confronto con il governo Draghi porterà da gennaio importanti aumenti per tutti”, dice il segretario dello Spi Cgil, Ivan Pedretti

Dal 2023 scatteranno aumenti record, o quasi – se consideriamo solo gli ultimi decenni –  degli assegni per effetto del meccanismo di indicizzazione ai prezzi al consumo nel 2022. La buona notizia per milioni di pensionati alla fine è arrivata: gli aumenti consentiranno un’importante tutela del potere d’acquisto e porteranno di conseguenza a un adeguamento al costo della vita per tutti, seppur parziale.

Si tratta praticamente di una mensilità in più all’anno.

Esulta il sindacato: “Dopo la legge delega sulla non autosufficienza ora la rivalutazione delle pensioni. Il meccanismo di calcolo che abbiamo riconquistato un anno fa nel confronto con il governo Draghi porterà da gennaio importanti aumenti per tutti”, ha commentato il segretario generale dello Spi (Pensionati) Cgil Ivan Pedretti. “Per ottenerlo ci sono volute piazze, manifestazioni, iniziative.Oggi possiamo dire di aver fatto un buon lavoro e di aver ottenuto maggiori diritti e tutele per le persone che rappresentiamo. Avanti così!”.

Il meccanismo di calcolo è stato conquistato dai sindacati dei pensionati lo scorso anno con il governo Draghi dopo anni di mobilitazioni e offre una rivalutazione del 100% per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo (pari a 525,38 euro), del 90% da quattro a cinque volte e del 75% per quelle superiori a cinque volte.

Per effetto di questo meccanismo e di un indice d’inflazione stabilito al 7,3% dall’Istat, le pensioni aumenteranno pertanto come segue:

Le cifre indicate nelle tre colonne vanno intese come nette. Fonte Spi Cgil

Dopo anni di blocchi e di tagli, la rivalutazione delle pensioni torna quindi a pieno regime portando una boccata d’ossigeno per milioni di pensionati italiani in un momento particolarmente complicato per il nostro paese, con il forte aumento dei prezzi e delle bollette.

In sintesi: lo schema di indicizzazione

Nel 2023 lo schema per l’indicizzazione delle pensioni sarà quello adottato quest’anno. L’adeguamento sarà pieno (100%) per gli assegni che arrivano a 4 volte al minimo Inps, fissato in 525,38 euro; scenderà al 90% per i trattamenti compresi tra 4 e 5 volte il minimo e al 75% per le pensioni sopra la soglia di 5 volte il minimo.