Non autosufficienza: «vogliamo una riforma all’altezza delle esigenze di anziani e familiari»

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Entro l’estate il Governo dovrà presentare il Disegno di legge delega per la riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Lo indicano i tempi del Pnrr. Il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza scrive una lettera al presidente Draghi e ai ministri Speranza e Orlando.

Con un nuovo appello il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza torna a sottolineare l’urgenza di una riforma di tutte le misure pubbliche, sociali e sanitarie, per l’assistenza agli anziani non autosufficienti. «Vogliamo una riforma all’altezza delle esigenze di anziani e familiari. Le debolezze del welfare attuale e l’invecchiamento della popolazione ci dicono che è un passaggio decisivo e che non si può sbagliare».
La coalizione per la non autosufficienza raggruppa, oltre al sindacato dei pensionati della Cigl, 48 organizzazioni della società civile coinvolte nell’assistenza o nella tutela degli anziani “vulnerabili”. La lettera aperta è stata inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando e della Salute Roberto Speranza. L’attuale frammentazione degli interventi socio-sanitari, secondo la coalizione, va superata costruendo un unico sistema integrato per la non autosufficienza. Solo per questa via gli anziani non autosufficienti potranno godere del vantaggio di un sistema unitario, coerente e basato su un’unica valutazione del diritto dell’assistenza.

Un passaggio decisivo
Negli scorsi mesi, il profilo delle Legge delega ha cominciato a delinearsi. Lo si deve alle indicazioni della Legge di Bilancio per il 2022 (articolo 1, comma 158), all’incremento dei fondi stanziati dal Governo, al documento licenziato dal Gruppo di lavoro su interventi sociali e politiche per la non autosufficienza, coordinato da Livia Turco, e all’attività del Comitato di coordinamento in materia di assistenza sanitaria e socio-sanitaria alla popolazione anziana, guidato da Monsignor Vincenzo Paglia.
«È un passo atteso da trent’anni che è stato fatto in quasi tutti i Paesi europei. Ovunque una riforma simile ha modificato in profondità e rafforzato il settore. Ora siamo giunti a un momento decisivo per 3,8 milioni di anziani non autosufficienti e per i loro familiari, perché nelle prossime settimane – si legge nella missiva al Governo – il Disegno di legge delega dovrà essere presentato e discusso in Parlamento»

10 motivi per introdurre il sistema nazionale assistenza anziani (Snaa)
Data l’importanza del momento, la coalizione delle organizzazioni attive nell’ambito della non autosufficienza ha voluto sottoporre all’attenzione della politica e del Paese l’architettura della sua proposta di Sistema nazionale assistenza anziani (Snaa). Un modello fondato sui seguenti 10 architravi. In sintesi, l’obiettivo è rafforzare la tutela pubblica promuovendo l’assistenza continuativa, standard nazionali di copertura dei servizi e prestazioni omogenee dal nord al sud Italia.

  1. Nascita di un nuovo settore dello stato sociale
  2. Dalla frammentazione a un solo sistema
  3. La tutela pubblica della non autosufficienza
  4. Servizi riconoscibili e facili da raggiungere
  5. Accedere al Sistema con una sola valutazione
  6. La nuova domiciliarità: unitaria, appropriata e continua
  7. La residenzialità del futuro
  8. L’accompagnamento rimane per tutti, diventando equo e appropriato
  9. Una riforma costruita pensando alle famiglie
  10. Assistenti familiari non più ai margini