Una legge nazionale adeguatamente finanziata per affrontare concretamente il problema della non autosufficienza, uno dei grandi temi della nostra società che coinvolge quasi 3 milioni di persone in larga parte anziane.

È quanto chiedono i Sindacati dei pensionati Spi Cgi, Fnp Cisl e Uilp Uil che poco fa a Roma, durante un’iniziativa presso l’Auditorium di via Rieti, hanno presentato le loro proposte ai partiti politici che si candidano a governare il paese.

I Sindacati ritengono infatti che la risposta data finora dalle Istituzioni sia stata inadeguata, disorganizzata e frammentata sia nella spesa che negli interventi offerti da Stato, Regioni e Comuni scaricando così quasi interamente sulle famiglie l’onere dell’assistenza e alimentando le diseguaglianze tra chi riesce ad accedere ai servizi e chi no e tra chi si può permettere un’assistenza privata e chi no.

Spi-Fnp-Uilp chiedono pertanto che il riconoscimento della condizione di non autosufficienza sia determinato con criteri uniformi in tutto il territorio nazionale; che siano individuati i Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza (Lesna); che si preveda la copertura integrale dei costi delle prestazioni a carico del Ssn per l’assistenza alle persone non autosufficienti gravissime; che il Fondo sanitario nazionale raggiunga un livello di finanziamento pubblico adeguato e che i Lesna siano a carico della fiscalità generale; che si preveda la sperimentazione e la promozione di forme di residenzialità innovative; che si riconosca la figura dei caregiver e che si proceda a una riorganizzazione dell’indennità di accompagnamento inserendola nel Piano assistenziale individuale e mantenendone comunque il suo carattere universalistico e senza quindi collegarla alla prova dei mezzi. 

“Vogliamo porre all’attenzione della politica uno dei grandi temi del terzo millennio”, ha detto il segretario generale dei pensionati Cgil Ivan Pedretti. “Siamo un paese in cui aumenta l’aspettativa di vita. Ma crescono anche le cronicità e la non autosufficienza. Per questo bisogna intervenire”. Pedretti ha anche messo l’accento sul fatto che le malattie croniche insorgono prima e che le politiche di prevenzione si sono drasticamente ridotte. “Tutto casca addosso alle famiglie”, ha aggiunto. “E soprattutto alle donne. Noi dobbiamo chiedere alla politica di dare delle risposte pubbliche, anziché spingere le famiglie a rivolgersi al privato. Per questo occorre una legge nazionale”.

I sindacati dei pensionati pongono dunque la non autosufficienza tra i temi prioritari del paese e intendono portare avanti queste proposte nel rapporto con i partiti che si sono candidati ma anche e soprattutto con il governo che si formerà a seguito delle elezioni del prossimo 4 marzo.

A rispondere oggi alle proposte dei sindacati c’erano rappresentanti del Pd e di Leu. Le altre forze politiche, seppur interpellate, hanno declinato l’invito.
Tommaso Nannicini del Pd ha sottolineato come “tra le priorità di spesa del Pd ci sia la volontà di colmare questa lacuna nel welfare. Dopo aver fatto nella passata legislatura la legge per l’inclusione sociale, ora bisogna agire sulla non autosufficienza”. Nannicini ha ricordato che al ministero c’è un tavolo aperto per la classificazione delle disabilità più gravi e ha aggiunto che “al centro della nostra proposta ci sono proprio il diritto universale all’assistenza e la presa in carico individuale” e ha sottolineato come “chi ha bisogno di più, deve avere di più, per cui l’indennità deve essere in funzione del reddito”.

Anche Nerina Dirindin di Leu ha risposto alla proposta dei sindacati: “Il nostro obiettivo è far tornare la salute una priorità per questo paese. Nel nostro programma quello sulla non autosufficienza è un progetto strategico”. Dirindin ha richiamato anche l’attenzione sulla Convenzione Onu sulla disabilità sottolineando la necessità di favorire sempre più l’integrazione socio-sanitaria.

Leggi la proposta sul sito di Spi Cgil