Mutui bancari. La risalita dei tassi e le possibili contromisure

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Sono rimasti fermi per anni. Oggi, però, con l’aumento dei tassi decisi dalla Bce, crescono anche i costi per le famiglie che hanno contratto un mutuo. Per correre ai ripari, è importante agire in fretta. Tra le soluzioni, la surroga e la rinegoziazione. Tutto quello che c’è da sapere per attutire la stangata sul proprio bilancio familiare

Erano rimasti fermi per anni. Ora però, considerato il quadro di incertezza economica e politica che caratterizza la situazione mondiale, unitamente alla ripresa dell’inflazione, i tassi di interesse hanno ripreso a crescere. Il 21 luglio scorso, infatti, la Banca centrale europea (Bce), a seguito dell’avvio di un programma di politica monetaria restrittiva, ha deciso di aumentare il tasso di riferimento di 0,25 punti percentuali, ai quali potrebbe aggiungersi, forse già entro settembre, un’ulteriore crescita di 0,50 punti percentuali.

Una decisione che mira a contrastare l’impennata dell’inflazione ma che sta già avendo effetti sul parametro dei mutui fissi (Irs), il cui valore è triplicato rispetto all’inizio dell’anno, e che presto si ripercuoterà anche su quello dei mutui variabili (Euribor).

Surroga o rinegoziazione. Chi ha contratto un mutuo rischia quindi di vedere aumentare in maniera sensibile le spese per ripagarlo. Secondo il quotidiano “La Stampa”, la decisione, se attuata, comporterebbe un aumento medio immediato di circa 42 euro al mese. Su base annua l’incremento sarebbe di circa 500 euro a famiglia.

Per correre ai ripari è importante agire in fretta. Le possibilità sono due: la surroga o la rinegoziazione del mutuo. Nel primo caso, si tratta di un’operazione che permette di cambiare tutto il mutuo, rivolgendosi a un’altra banca alla quale viene trasferito il debito, variando tipologia, tasso e durata del finanziamento.

Resta invece fisso il capitale residuo del mutuo trasferito. Nel secondo caso, invece, il mutuo viene rinegoziato con l’attuale banca, passando da un tasso variabile a un tasso fisso oppure a un tasso misto. Va detto, comunque, che questa operazione non è un obbligo per la banca.

(Tratto dal numero di settembre di LiberEtà)