Maltempo, un altro giorno di allerta rossa in Emilia Romagna

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A causa dell’alluvione sono morte 9 persone e circa 13mila hanno dovuto lasciare le loro case. L’appello dei sindacati regionali: sia massima l’attenzione per anziani fragili e che vivono da soli

Sarà un altro giorno di allerta rossa in Emilia Romagna, dopo gli eventi estremi di questi giorni. Il bilancio dell’alluvione causata dalle intense piogge di martedì e mercoledì, ieri, era stato durissimo: 13 mila persone sono state costrette a lasciare le loro abitazioni, e le vittime erano nove, almeno quelle accertate, perché non è chiaro ancora quanti siano i dispersi.

Ancora ieri sera, c’erano molte aree isolate. Oltre alla Romagna e alle province di Ferrara, Bologna, Ravenna, Modena, Forlì-Cesena l’alluvione sta interessando anche una parte delle Marche, dove sono esondati decine di fiumi.

Sono almeno 23 i comuni con allagamenti importanti, frane, sfollati nelle campagne, migliaia di evacuati, abitanti costretti a salire sui tetti per mettersi in salvo o salvati dalla furia delle acque Il Consiglio dei ministri, in programma il 23 maggio, dichiarerà lo stato di calamità per le aree interessate.

La nostra redazione esprime vicinanza alle popolazioni colpite dall’alluvione.

Allerta rossa oggi

Per oggi la Protezione Civile ha diramato un’allerta rossa per molti territori delle due regioni, il massimo livello di criticità per situazioni meteorologiche estreme che possono provocare gravi danni a persone o cose: l’allerta riguarda sia il rischio di frane, crolli o colate di fango, che il rischio di allagamenti.

Come aiutare

Sono molte le iniziative di sostegno alle persone coinvolte negli eventi climatici che hanno colpito Emilia Romagna e Marche. La Croce rossa, una delle prime organizzazioni a intervenire sui luoghi del disastro, ha aperto una raccolta fondi (per donare clicca qui) e lo stesso hanno fatto diverse amministrazioni locali e associazioni regionali.

L’appello dei sindacati dei pensionati

I sindacati pensionati Spi-Cgil Fnp-Cisl UilP-Uil dell’Emilia-Romagna hanno fatto appello ieri alle istituzioni locali affinché sia massima l’attenzione nei confronti degli anziani e delle anziane dei territori colpiti dall’alluvione.

In particolare richiamano l’attenzione sulla situazione delle persone più fragili che spesso vivono da sole: “il primo decesso registrato – dicono le tre organizzazioni – è stato proprio quello di un anziano trovato annegato al primo piano della sua abitazione”.

“Accanto allo sforzo assolutamente encomiabile dei soccorritori – dicono Spi, Fnp e Uilp – è necessario che l’intera popolazione sia sensibilizzata e che si rafforzi il senso di comunità tradizionale degli emiliano-romagnoli. Crediamo sia evidente il rischio che corrono i nostri anziani se non si affrontano in modo efficace le criticità sociali e sanitarie e quelle ambientali legate al cambiamento climatico”.

I sindacati pensionati dell’Emilia-Romagna esprimono la “massima solidarietà alle popolazioni colpite e sono pronti a mettere a disposizione le proprie forze, insieme alle associazioni di volontariato, per affrontare l’emergenza e le conseguenze dell’alluvione”.

La vicinanza della Cgil

“Esprimiamo grande vicinanza e solidarietà alle popolazioni coinvolte dall’alluvione che ha colpito, in modo particolare, molti comuni dell’Emilia Romagna e alcune zone delle Marche”. Ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Stato di calamità

Al Consiglio dei ministri di martedì 23 maggio “verrà deliberato lo stato di calamità” per le zone colpite dall’alluvione in Emilia-Romagna e “si risponderà ai primi interventi. E’ già stato annunciato il blocco dei mutui e delle riscossioni tributarie”.

Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. Il governo ha stanziato per ora circa 30 milioni di euro, ma secondo il governatore Bonaccini, i danni ammontano a diversi miliardi di euro.