LiberEtà al Festival di Venezia con il concorso Memory ciak

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premio book ciak

Da Apocalypse Now, diretto dal grande Francis Ford Coppola a Il Padrino, dello stesso regista; da Qualcuno volò sul nido del cuculo, del regista Milos Forman a Il silenzio degli innocenti , diretto da Jonathan Demme, sono tanti i film di successo tratti da romanzi. Bisogna però rubare l’anima ai racconti se dalle due ore della durata media di un film si passa ai tre minuti di un cortometraggio. Una sfida che Bookciak, Azione! 2018, diretto da Gabriella Gallozzi e prodotto dall’Associazione Calipso, Bookciak Magazine in collaborazione con le Giornate degli Autori, il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici (SNGCI) e con il sostegno di Spi Cgil e Mibac, ha lanciato sette anni fa ai giovani filmaker fornendo loro una vetrina importante come il Festival di Venezia e la possibilità di cimentarsi con un formato del tutto innovativo e sperimentale come il book movies che punta a esaltare gli aspetti emotivi e visionari delle pagine scritte.

Nella serata di premiazione che ha anticipato di un giorno l’apertura del 75° Festival internazionale del cinema di Venezia, la sezione Memory ciak, istituita all’interno del concorso in collaborazione con LiberEtà e Spi Cgil, è stata vinta da Giuseppe Campo, Shira Herreman e Pietro Taronna, studenti del Centro sperimentale di cinematografia con sede in Lombardia (CSC), autori di Sidera, cortometraggio liberamente ispirato a Io marinaro, la vita avventurosa di un migrante del mare, di Mario Foderà (Edizioni LiberEtà), finalista del Premio letterario LiberEtà 2014.
Il romanzo di Foderà ha ispirato anche i video La leggenda del migrante – Tradizione orale e U mari, realizzati da un gruppo di donne detenute nel carcere femminile di Rebibbia, a Roma, la cui partecipazione rappresenta la vera novità dell’edizione 2018.
Nelle altre sezioni sono risultati vincitori Scarpe, corto collettivo a cui hanno lavorato tutte e tredici le allieve-detenute (Catalina B. – Edith C. – Gabriella C. – Cristina D. – MariaChiara E. – Zhura H. – Elena M. – Martina M. – Hasnja O. – Gabriela P. – Gloria T. – Renata S. – Julieta D), coordinate dai docenti: Claudio Fioramanti, Lucia Lo Buono, Pietro Scarpulla e con il contributo di Valentina Iadevaia, Antonella Schirò, Cristiana Vignola. Ad ispirare il bookciak è Dal tuo terrazzo si vede casa mia (Racconti Edizioni) di Elvis Malaj; Shqiperia ime, di Michele Stella, Antonio Conte e Camillo Sancisi, liberamente ispirato ai racconti albanesi di Elvis Malaj (Dal tuo terrazzo si vede casa mia); 37mila carezze di Alessandro Luisi, Filippo Raineri, Ofelia Zanin, liberamente ispirato al romanzo di Mirko Sabatino, L’estate muore giovane e Jaula di Sofia Pensotti, Carolina Merati, Flavia Giulivi, Giulia Claudia Massacci, Matilda Balconi, liberamente ispirato al graphic novel di Daniel Cuello, Residenza Arcadia.

Tra gli ospiti della premiazione, il regista e docente Maurizio Nichetti per il CSC sede Lombardia, i docenti (Claudio Fioramanti e Antonella Schirò) e la dirigente (Maria Grazia Dardanelli) dell’istituto Enzo Rossi della sezione Rebibbia, i premiati e gli scrittori, Daniel Cuello, Mario Foderà, Elvis Malaj e Mirko Sabatino.

Emozionante l’incontro per i vincitori della sezione Memory ciak con l’autore Mario Foderà. «Io marinaro – ha ricordato Giuseppe Campo, uno degli autori di Sidera – ci ha appassionato a tal punto che per preparare il video siamo stati anche in Sicilia. Isola che non è solo la terra dell’autore ma anche quella che dà i natali al protagonista di una vicenda tanto articolata quanto ricca di spunti di riflessione».
Nel corso dell’incontro con la stampa che ha preceduto la proiezione dei corti in gara, Mario Foderà ha suscitato la curiosità dei giornalisti presenti ricordando una serie di aneddoti che fanno da sfondo alle vicende narrate nel suo libro. Come la presenza di una norma voluta dal regime fascista che negli anni Settanta permise paradossalmente alla Cgil di fare in modo che, in caso di mancanza di manodopera italiana, tanti lavoratori del mare tunisini potessero essere ingaggiati sui pescherecci della flotta di Mazara Del Vallo per poi stabilirsi regolarmente in Italia.
Anche allora, nella generale disattenzione del Paese, in Italia arrivavano migranti. La differenza è che venivano accolti e i porti erano aperti, al contrario di chi, oggi, i porti vorrebbe chiuderli.